Archivio per 4 luglio 2007

Dreams

Stasera mi è tornata in mente questa canzone e l’ho messa su.

Buoni sogni

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In treno

Cafezmj8_2Parla al cellulare. Glielo stanno giusto dicendo, per oggi non verranno ad installargli il caminetto. Ma è felice di avere almeno qualcosa da fare. Ha sempre amato parlare al telefono, vorrebbe ricevere 3 o 4 chiamate all’ora. Ma col lavoro che fa di telefonate gliene arrivano una, forse due, ogni mesetto. Traduce libri. Libri dal russo. Nuovi scrittori. Qualcuno la chiama avanguardia. Ancora non capisce perché abbia voluto studiare proprio questo. Ogni tanto se lo chiede, ma vorrebbe chiederlo a sua moglie. L’ha conosciuta là. 50 chilometri a sud di Pietroburgo, in un paesino di cinquanta anime. Adesso è un mese che non la sente, da quando lei è scappata così, con due valigie ed un gatto. In casa gli ha lasciato quasi tutto, anche i suoi quadri. Lei dipinge, dipinge animali in mezzo agli uomini. Cani in ufficio, scimmie su un banco di scuola o giraffe in un campo da calcio. Da ragazzina lavorava in un albergo, ma adorava leggere in mezzo alla neve. Ha sempre amato il freddo. Lui in Italia per la prima volta l’ha portata a Venezia. Ma c’era l’acqua alta e aveva giusto un paio di mocassini. Hanno passato 10 giorni a fare l’amore. Ma ora sarà almeno un anno che non le vede neanche un braccio. Qualche giorno fa è uscito che era notte, ed è andato con una prostituta. Le ha chiesto come si chiamasse. Lei gli ha risposto che era tenuta a dargli soltanto ciò per cui era pagata. Soldi ne ha sempre spesi pochissimi, usa ancora la macchina che gli ha comprato suo padre dopo la laurea. Una ritmo blu. Il padre. Potrebbe campare altri mille anni ma non lo riconosce più. Ogni tanto capita anche a lui, di non riconoscersi, e si chiede se non sia una cosa ereditaria. Allora si guarda allo specchio, e pensa all’unica volta che guardandosi si è sentito davvero bello. Il giorno del suo matrimonio. Portava la cravatta che già aveva portato il padre. Si era svegliato così presto che per trovare la sveglia ha ribaltato la foto della madre sul comodino. Quel giorno è arrivato in chiesa un’ora prima, alla radio ancora si parlava dei mondiali ma lui guardava un bambino, seduto su un marciapiede. Era sporco, e sorrideva. Si è sistemato il colletto, ha controllato di non avere nulla in tasca ed è sceso. Proprio come adesso. Aspetta che si apra, poi scende. Si guarda in giro e scompare sulle scale mobili.


La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
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