Niente da dire

Ubriaco "Non c’è più niente da dire", penso alzando gli occhi e scrutando un punto fisso della squallida stanza, distogliendo il suo triste sguardo perso dietro la luce filtrata di rosso dal contenuto del bicchiere. Ma fu solo un istante, un pensiero subito rimosso, e tornò a bere.

Provò ad alzarsi, quasi un’eroica sfida con se stesso. Non si reggeva in piedi e pensava:"devo essere forte"; ma in fondo sapeva che la sua forza doveva impegnarla in qualcos altro, e resosi conto dell’assurdo gioco che stava conducendo, accennando un sorriso, ritornò a sedere. Lo fece piano piano, senza abbandonarsi, cercando di non cadere giù, perchè alla fine quel gioco gli piaceva, per un attimo lo faceva sentire potente e deciso.

"Che c’è da dire?…niente…non c’è più niente da dire…le parole non servono più", continuava a ripetere dentro di sè. Quella sera bevve più del solito; quasi ci provava gusto. Guardava con insolita attenzione la gente che sedeva ai tavoli vicini, era tutto come in un sogno, immaginava di essere il protagonista di un film, l’eroe…o forse una controfigura. Ma la gente non osava degnarlo di uno sguardo. "La gente", pensò svegliandosi dal suo sogno, "ha ben altro a cui pensare…la gente ha i suoi problemi, ed io forse i miei".

Era tardissimo, sicuramente notte; non aveva orologio, non c’erano finestre per potere guardare fuori, ma era passato tantissimo tempo e lui si trovava lì dal pomeriggio. Penso che era il caso di andare via, prima che, come al solito, l’oste avesse buttato fuori a calci. Riuscì ad alzarsi a stento e barcollando si diresse verso la porta, posò la mano sulla maniglia, stava per aprire quando ad un tratto, come preso da un ripensamento, si voltò verso la sala, guardò tutti e gridò forte:"Non avete capito niente, gente! Non avete capito niente!". Si fermò un istante, si accorse che la gente lo guardava sbigottita e, preso quasi da rimorso, come a volersi giustificare, aggiunse con tono pacato, ad occhi bassi:"Non ci fate caso, non ce l’ho con voi, ce l’ho con me; e poi…e poi le parole non contano, con le parole si gioca…solamente".

Andò via.               …

5 Responses to “Niente da dire”


  1. 1 cielolibero 9 luglio 2007 alle 12:51

    Un dejavù…. una serata di marzo, da solo, a Roma.
    Ci mancava solo la sparata finale, ma il resto erà così.:-/

  2. 2 Andrea 9 luglio 2007 alle 13:28

    Dove trovi l’ispirazione per queste storie?

  3. 3 barbie 9 luglio 2007 alle 16:00

    cielolibero: un pò a tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di lasciarsi andare in un bicchiere, dopo l’altro…
    se anche la sfuriata alla gente fa parte dei tuoi ricordi…magari ho sentito parlare di te…

  4. 4 barbie 9 luglio 2007 alle 16:04

    andrea: l’ispirazione la trovo in ogni cosa, senza ordine preciso, la trovo nei racconti, nei sogni, nelle letture, nei pensieri personali…a volte dietro ad un fumetto si nasconde una persona, dietro ad un lui una lei, dietro un terza persona la prima, dietro una storia apparentemente reale una pura invenzione, non importa quale sia la verità, importa il messaggio che lascia…

  5. 5 cielolibero 9 luglio 2007 alle 16:07

    No, la sfuriata non c’è stata.. a me tutto brucia dentro, giorno dopo giorno.


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