Archivio per agosto 2007

Per il corpo e perla mente

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Regalami un sogno,

 ostriche e champagne

 frasi d’amore e baci appassionati…

 inebriamoci di mare e bollicine

 lo spirito e il palato.

 Regalami una perla,

 bianca o nera, o trasparente,

 figlia o madre in una goccia

 da una conchiglia o da una roccia

 …solo tu puoi…

 Una perla di saggezza,

 che mi accompagni nella vita

 e perla vita

 io ti accompagnerò…

Luna per te!

Il Vento adesso soffiava forte, con rabbia quasi ingelosito, ma lui non se ne curava; era totalmente ammaliato dal suo sogno, dalla sua Luna.

Era stupenda, bellissima, come non l’aveva mai vista. Sembrava quasi che gli sorridesse, Lei, pallida e chiara, unica fonte di tenue e delicata luce in mezzo al buio angoscioso della notte. Non riusciva a fare altro in quel momento, non riusciva a parlare, a pensare, la contemplava e basta. Era da sempre il suo sogno.

Restò molto tempo ancora lì, fuori dal mondo, fuori dalla realtà, in quel sogno che lo rapiva totalmente. La sbornia era andata via, adesso era lucido, ma non importava: c’era Lei che lo inebriava, che costruiva il suo sogno e si accorse che Lei con la sua timida luce cambiava il volto di ogni cosa…quel mondo, quella strada, quegli alberi, erano adesso rischiarati da quel magico e tenue bagliore che somigliava a qualcosa di divino, di dolce, quasi irreale, ma che rischiarandola gli faceva accettare la realtà.

Adesso era convinto che non aveva più voglia, né bisogno di farsi del male, non voleva più avvicinarsi a Lei in modo vile, come in passato aveva tentato allungando la mano verso il cielo con l’illusione di poterla toccare…

E il Vento continuava ad infuriare…

Capì solo in quel momento che per avvicinarsi a Lei doveva elevarsi, doveva elevare il suo spirito con le sue proprie forze, doveva sconfiggere la Notte e prenderne il posto, solo così poteva circondarla e raggiungerla; possibilmente sarebbe trascorso molto tempo, ma lui non aveva paura di aspettare.

La guardò un ultima volta, Luna, che gli stava davanti indifferente, si girò attorno e vide la Notte immensa che li circondava; poi pianse, spinto da gioia e da dolore, e scorgendola attraverso le lacrime, ebbe l’impressione che si fosse mossa. Lei ignara continuava ad illuminarlo.

Si fece forza e rivolgendosi a Lei trovò le parole, sussurrò piano, troppo piano perché Lei potesse sentirlo: “Sei il mio sogno, ho bisogno di te!” 

La Luna non sentì, timida o infastidita, si nascose dietro una nube…Ed egli si sentì morire.

aspettando il fischio

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…Scusate…non ho resistito…

Fino a qualche anno fa la cosa mi avrebbe lasciato indifferente e sarebbero bastate le notizie del tg per tenermi aggiornata su risultati e classifiche, sugli infortuni e sugli errori arbitrali, moviole e tecniche sempre più sofisticate per stabilire chi ha fatto il fallo a chi, se era rigore o meno, se quel fuorigioco c’era oppure no, per insinuare inciuci e partite comprate ed arbitri corrotti, e le squadre straniere che corteggiano i nostri giocatori e li comprano a peso d’oro, e i loro stipendi che salgono e tutte le donne li vogliono…

…per questo basta qualche rivista di gossip una volta al mese dal parrucchiere per gli aggiornamenti rosa, le coppie formate, le coppie scoppiate, tra calciatori e veline, letterine, schedine, miss, modelle e chi più ha più ne metta, per scoprire che una che fino al mese prima era la fidanzata di tizio, adesso è la ex di tizio, la fidanzata di caio, anche se i paparazzi l’hanno incocciata flirtare con sempronio, tutti casualmente calciatori milionari (un tempo rendeva meglio l’idea dei soldini che hanno, quando si diceva miliardari)…

…seguivo solo il campionato del mondo, e fino all’anno scorso, da quando ero al mondo avevo solo pochi, vaghi ricordi di una bandiera tricolore cucita sul momento sfoderando tre cuscini del divano, ed a reggerla un manico di scopa, sulle braccia di mio padre tutti in piazza a festeggiare non capivo bene cosa…

…ma da qualche anno qualcosa è cambiato…

gli eventi mi hanno portato a seguire uno splendido campionato in serie B della squadra della mia città, un’ascesa spettacolare verso la massima serie, che anche quella ero troppo piccola per ricordarla ed apprezzarla, da allora il mio cuore pulsa rossoazzurro come non mai e come del resto abbiamo visto tutti illustrato nei libri di scienze o di anatomia almeno una volta…

L’ultimo campionato la mia squadra ha sofferto, ricordiamo tutti il casino che è successo il due febbraio per il derby siciliano, c’ero anche io e c’era anche Ken, da quel giorno maledetto è stata una discesa in picchiata, niente più partite in casa ed in trasferta i tifosi ammessi solo a fine campionato, quando ormai sembrava essere già arrivata la fine… ma la squadra, noi tifosi e l’intera città ci ha creduto fino all’ultimo, e solo l’ultima giornata si è salvata ed ha mantenuto la serie A, l’unica partita di quella giornata veramente giocata, mentre le altre squadre ormai sicure del loro posto si aiutavano a vicenda, e a noi serviva solo la vittoria mentre al nostro avversario bastava un pareggio…è andata bene ed oggi si ricomincia…

 Alla mia squadra del cuore, e a tutte, auguro un campionato tranquillo e sereno, all’insegna della sportività e del rispetto dei ruoli, dentro e fuori il campo verde……ma soprattutto, non me ne vogliate, in fondo siamo ancora una piccola squadra… 

FORZA CATANIA

…una domanda…

sogni nel cassetto

Se hai un sogno nel cassetto, che fai se ti fottono la scrivania?

Vera

Ripropongo un post di qualche tempo fa, con una dedica speciale alla piccola Vera, che in questa notte è venuta al mondo, dedicandole ogni bene.

 Movenze d’aria disegni

  e ridente disveli il tuo profilo di futura donna.

 Corda d’arpa canora

 che già si tende e vibra nell’impaziente attendere la vita.

 T’apparterranno giorni d’innocenza

 riso d’aurora e primule festose.

 Monete d’oro di lucida follia

 amori e approdi di malinconia

 …e…

 in solitari giorni d’incertezza

 lo stupore dolente dell’addio.

 Intatta e nuova t’apparterrà la ricorrente storia della vita.

La forza di un pensiero

soffio 

Forte, come le forze più grandi della natura…

Un fiume in piena, bramoso di travolgere tutto ciò che incontra… la lava del vulcano bolle aspettando di traboccare e infuocare anche pietre e sassi… le nuvole in cielo si gonfiano sempre più, si toccano, provocando scintille di fuoco e fragorosi boati, aspettando di mandare sulla terra scrosci e scrosci di pioggia… un vento intenso, attende di evolvere in un violento tornado, e spazzare via ogni cosa…chi può fermarli?

E´ il desiderio che s´insinua, a nulla valgono i tentativi di spegnerlo… si nutre della voglia di baci, cresce al pensiero delle carezze ed esplode al ricordo dei brividi di piacere che scuotono quando entra nell´anima… Il desiderio di te.

E’ un desiderio continuo, presente, insinuante… mi piace e mi spaventa, mi esalta e mi prostra… mi fa compagnia quando sono sola, e aspetto di vederti, e di veder confondere i corpi… e poi lasciare che la passione esploda come un grande fuoco di artificio.

 

A volte il fine giustifica il mezzo

 Sarà l´estate della snervante attesa, della trepida speranza, della nevrosi incontrollata, sarà l´estate delle decisioni a venire, dei programmi studiati, ma che nascono dentro, pensavi che ragazze come lei non ne esistessero più, e anche se la vita adesso vi ha diviso, ringrazi in fondo il destino per averti fatto provare anche questa sensazione per una come lei.
Continui a scriverle perché non riesci a distaccarti…
Una volta la sua voce al telefono serviva a calmarti, a farti sentire sempre parte di lei; ora che anche questo ti ha negato, e se aggiungi l´angoscia dell´incertezza, può indovinare il tuo turbamento in tale snervante attesa. Non vuoi cambiamenti…  
Se qualche volta ti fai sentire lo fai solo per poter rendere meno triste questa lunga estate.
 Con questa lettera vuoi ringraziarla per tutto quello che ti ha dato, per ciò che ti hai fatto provare ogni attimo, per essere entrata nella tua vita, con il suo sorriso, con la sua voce, con la sua gelosia, con il suo modo di vedere l´amore; tutto questo ti ha permesso di conoscerla meglio. Non sempre ti sei comportato in modo onesto con lei, ed ora vorresti riparare i danni che le hai recato, ma non sempre si può tornare indietro, impari anche tu che non sempre puoi avere ciò che vuoi, quando vuoi tu…
E’ diventata grande, muovendosi nel mondo della vita, a volte speditamente, a volte con passi incerti, ma sempre con volontà e determinazione!
La vita non è facile e talvolta non basta né la sola volontà, né la sola determinazione. Ci vuole una miscela di entrambe, unita a umiltà e a comprensione, a prudenza, a buon senso, ad allegria e a un profondo senso di moralità, che la farà sentire contenta di se stessa.
Speri che leggerà questa lettera, ed io in questo sono solo il mezzo, per augurarle di conservarsi sempre come ora e prendere dalla vita sempre il lato migliore.

E se posso glielo auguro anch’io!       

Il paradosso

Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno.
Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo.
Più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere. Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa. Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori. Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima. Abbiamo dominato l’atomo, ma non i pregiudizi.
Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno. Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.


Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni. Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte. Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti, all’ucciderti.
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino. Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle.

Allora, cerca di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perchè non saranno con te per sempre. Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in soggezione, perchè quella piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo fianco.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco, perchè è l’unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla. Cerca, ogni tanto, di dire “ti amo” ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo. 
Dedica tempo all’amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.
E soprattutto ricorda sempre:
la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.

L’amore folle

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: “Si gioca a nascondino?”.
“Nascondino? Che cos’è?” – domandò la Curiosità.
“Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare”.
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
“1,2,3. – la Follia cominciò a contare.
La fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L’Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove.
“CENTO!” – gridò la Follia – Comincerò a cercare.
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:
“Dov’è l’Amore?”.
Nessuno l’aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l’Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l’Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L’Amore accettò le scuse.
Da allora, l’Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

Siamo a cavallo!!!

Supponiamo che un tipo di nome Luigi si senta attratto da una donna di nome Teresa.
Lui le propone di andare assieme al cinema, lei accetta. I due si divertono. Alcune sere dopo lui la invita a cena e di nuovo stanno bene assieme.
Continuano a vedersi regolarmente e nel giro di poco tempo nessuno di loro vede più qualcun altro.
Una sera, in macchina, rincasando, a Teresa viene in mente una cosa e senza pensarci dice:
– Hai pensato che giusto oggi sono sei mesi che ci vediamo?
Si fa silenzio in auto. A Teresa quel silenzio sembra pieno di significati.
Pensa: (Mi chiedo se gli avrà dato fastidio che abbia detto questo, forse si sente oppresso dal nostro rapporto; forse crede che io voglia forzarlo a prendersi un impegno che lui non desidera o del quale non é molto sicuro).

Ma Luigi sta pensando: – (Ma guarda, sei mesi…)

E Teresa pensa : (- Ma neanche io sono sicura di volere questo tipo di rapporto. A volte mi piacerebbe avere un po’ più di libertà, per aver tempo di pensare a ciò che voglio veramente, per capire la direzione verso la quale ci stiamo muovendo lentamente… voglio dire, verso dove stiamo andando? Continueremo semplicemente a vederci a questo livello di intimità? Ci muoviamo verso il matrimonio? Figli? Una vita assieme? Sono pronta per questo tipo di impegno? Conosco veramente questa persona?)

E Luigi pensa: ( – …Quindi questo significa che era… vediamo… febbraio quando iniziammo a uscire, che era giusto dopo aver lasciato l’auto dal meccanico, cioè… vediamo il contachilometri… merda, devo cambiare l’olio alla macchina.)

E Teresa pensa: (- E’ sconvolto. Glielo leggo in faccia. O forse sto interpretando male. Forse vorrebbe di più dal nostro rapporto, più intimità, più impegno; forse lui ha sentito prima di me che ho delle riserve. Sì, scommetto che é questo. Per questo non vuol dire niente dei propri sentimenti. Ha paura di sentirsi rifiutato.)

E Luigi pensa: (- Devo dire loro di guardarmi di nuovo il carburatore. Non mi importa niente di quello che dicono quegli imbecilli, non va ancora bene. E questa volta sarà meglio che non diano la colpa al freddo. Che freddo!? Ci sono 30 gradi fuori e questa cosa cammina come un camion dell’immondizia, io pago quei ladri incompetenti un sacco di soldi.)

E Teresa pensa: (- E’ arrabbiato. E io non posso biasimarlo. Anch’io lo sarei. Dio, mi sento così colpevole, facendogli passare questo, ma non posso evitare di sentirmi come mi sento. Semplicemente non mi sento sicura.)

E Luigi pensa: (- Probabilmente mi diranno che ha solo tre mesi di garanzia! Si, è così, é giusto quello che mi diranno quei disgraziati.)

E Teresa pensa: (- Forse sono troppo idealista, aspetto che arrivi il principe azzurro sul suo cavallo bianco quando ho al mio fianco una persona perfettamente comune, normale e buona, una persona con la quale mi piace stare, una persona che davvero é importante per me e alla quale io importo. Una persona che soffre per le mie egocentriche fantasie da adolescente romantica.)

E Luigi pensa: (- Garanzia ? Vogliono una garanzia ? Gliela dò io la garanzia, gliela metto al …)

– “Luigi!” – dice Teresa a voce alta
– “Cosa?” – dice Luigi sorpreso
– “Per favore non ti torturare così” dice lei, con gli occhi velati di lacrime, – “Forse non avrei dovuto dirti… O Dio, mi sento così…” e si interrompe singhiozzando
– “Cosa c’è?” – dice Luigi
– “Sono così stupida” – singhiozza Teresa – “Voglio dire, lo so che non esiste quel principe. Davvero lo so. E’ stupido. Non esiste nè cavaliere nè cavallo…”
– “Non c’é il cavallo?” – dice Luigi stupìto
– “Pensi che sono stupida, vero?” – dice Teresa
– “Ma no” – dice Luigi, contento finalmente di avere una risposta certa
– “E’ solo che… solo che… ho bisogno di un po’ di tempo” – dice Teresa
C’è una pausa di 15 secondi durante la quale Luigi, pensando più velocemente che può, cerca di dare una risposta sensata. Finalmente gliene viene in mente una che può funzionare:
– “certo, ti capisco” – dice lui
Teresa, fortemente emozionata, prende la sua mano:
– “Oh, Luigi, davvero pensi questo?”
– “Cosa?” – dice Luigi
– “Questo sul tempo” – dice Teresa
– “Ah” – dice Luigi – “sì, sicuramente…”
Teresa si volta per guardarlo e fissa profondamente i suoi occhi, rendendolo alquanto nervoso per quello che lei gli potrà dire, soprattutto se ha a che vedere con un cavallo.
Alla fine lei gli dice: – “Grazie Luigi”
– “Grazie?” – dice Luigi
Lui la accompagna a casa e lei si sdraia nel suo letto. Essendo un’anima che si tortura e si tormenta, piange fino all’alba. Intanto Luigi torna a casa sua, apre un sacchetto di patatine, accende la tele e si immerge istantaneamente nella replica di una partita di tennis tra due giocatori cechi dei quali non ha mai sentito parlare. Una debole voce in uno degli angoli più reconditi della sua mente gli dice che qualcosa di importante è successo nell’auto, ma è del tutto sicuro che non c’era modo comunque di capirlo, per cui è meglio non pensarci.
Il giorno seguente Teresa chiamerà una delle sue migliori amiche, o forse un paio di loro, e parleranno della cosa per sei ore di seguito. In forma dolorosamente dettagliata, analizzeranno tutto quello che lei ha detto e tutto quello che lui ha detto, ritornando su ogni punto una e più volte, esamineranno ogni parola e ogni gesto per quanto minimo, considerando ogni possibile ramificazione. Continueranno a discutere il tema varie volte, per settimane, forse per mesi, senza arrivare mai a conclusioni definitive ma senza mai neanche annoiarsi del tema.
Intanto Luigi un giorno, mentre starà guardando una partita di calcio con un amico, distrattamente dirà:
– Marco, sai se Teresa ha mai avuto un cavallo?


La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
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