Archivio per 11 ottobre 2007

Quando si dice stai a guardà ‘r capello!

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Abito al sesto piano e il mio ascensore ci sta una vita ad arrivare.

Quando torno a casa e mi scappa di arrivare subito già non so se ci riesco quando lo trovo “Presente”, figurarsi se lo trovo al settimo…che tragedia, comincio a fare un training autogeno d’emergenza per controllare e resistere.

Altra storia, decisamente più a mio favore è quando esco.

Considerato il tempo più lungo che posso impiegare quando ho un appuntamento, se ritengo di essere in ritardo finisco di sistemarmi capelli e talvolta un leggero trucco in ascensore, che per di più è fornito di una luce al neon che non ho mai trovato in nessun altro ascensore, e che mette in evidenza e risalto ogni piccolo difetto e sbavatura, anzi addirittura li crea se non ci sono e ti ritrovi una bruttezza che non ti eri mai accorto di avere, ed il livello di autostima scende notevolmente…cosicché se mi trovo accettabile in ascensore ho buone speranze di stare a posto, se invece noto qualche imperfezione ho tutto il tempo per rimediare…non che raggiunga mai la perfezione, eh? Ma insomma quantomeno salvo il salvabile.

Oggi un piccolo imprevisto mi ha causato un senso di insicurezza incredibile quando, tutta pronta e preparata al mio esame in ascensore mi rendo conto che la luce non funziona!!! Quei sei piani sono stati lunghissimi ed impotenti, ed uscendo insoddisfatta non sapevo come e dove effettuare il controllo finale e decisivo.

Potevo uscire e non curarmene, in fondo mi ero preparata, e non andavo mica ad alcun appuntamento galante…ma no, decido di complicarmi la vita e di prendere l’ascensore della palazzina accanto prima di varcare il portone ed affrontare la strada. Non mi faccio mancare nulla, scelgo il settimo perché so che quello è più veloce e nel tragitto non trovo di dover spostare un capello.

Tutto era andato bene fino al mio arrivo al settimo piano…

Non mi apre la signora che abita a quel piano e trovandomi lì mi guarda con la faccia da punto di domanda, che la domanda immagino che fosse “E lei che ci fa qui?”

Trovo il tempismo giusto e senza battere ciglio sorrido e dico “Buonasera signora, che sbadata, ho sbagliato palazzina…”

Non dice nulla e torniamo a Terra, scappo via a testa bassa ed esco veloce dal palazzo…

Qualche metro più in là mi accorgo dallo specchio di una vetrina di un colorito insolito, ma per una chiara come me e che non usa fard e ciprie di alcun genere, arrossire un po’ mi ha detto bene.

Una poesia in un nome

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Scorrono veloci sulla tastiera stasera le mie dita

ancora il giorno non è giunto ma inesorabili passano le ore.

Leggo tra queste righe il mio pensiero, rivolto a te

voglia di te, di pronunciare il tuo nome

anche di scriverlo, se questo solo posso fare. . .

Tu che dai vita a questo scritto attraverso me

ordine sparso di pensieri e parole.

Ricordi, pensieri e sogni sei da sempre, da quando esisti

e forse un giorno ancora sarai. . .


La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
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