Archivio per gennaio 2008

Cara, oggi cucino io!!!

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Ecco cosa succede il più delle volte quando un uomo si offre volontario in cucina, prendiamo un esempio a caso…il barbecue!Questa la catena degli avvenimenti che viene azionata: 

L’uomo tira fuori il barbecue e la carbonella.

La donna pulisce la griglia, va a comprare le spezie e le erbe, va dal macellaio e poi dal pasticcere per il dessert. Torna a casa e prepara le insalate e le verdure. Poi prepara la carne per la cottura, la mette su un vassoio con gli utensili necessari, le spezie e le erbe. Porta la griglia pulita e il vassoio all’uomo che è sdraiato di fianco al barbacue bevendo una birra.

L’uomo mette la carne sulla griglia.

Nel frattempo la donna entra ad apparecchiare la tavola, verifica la cottura delle verdure, prepara un vassoio con i dolci.
Poi torna in giardino per dire al marito che la carne sta bruciando.

L’uomo toglie la carne troppo cotta dalla griglia e la porta alla donna.

La donna prepara i piatti e li porta in tavola.

L’uomo serve da bere.

La donna sparecchia e prepara il caffè, serve il caffè e il dessert.
Dopo il pasto, la donna rimette a posto tavolo e tovaglia, lava i piatti e riordina la cucina.

L’uomo lascia il barbecue dove si trova perché ci sono ancora delle braci.
L’uomo chiede alla donna se ha apprezzato di non dover cucinare oggi.

La donna risparmia i commenti.

Davanti alla sua aria dubbiosa l’uomo conclude che le donne non sono mai contente.

L’ombra del tempo

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Spesso ci vuole così poco a  voler bene,

una parola buona detta quando conviene,

un po’ di gentilezza che vale una carezza,

un semplice sorriso che ti baleni il viso,

il cuore sempre aperto per ognuno che viene,

ci vuole così poco a voler bene,

 ma quanto ce ne vuole, spesso, per dimenticare.

Notturno

E’ notte…e ti penso…

E’ notte…e non dormo…

E’ notte…e ti voglio…

E’ notte…e ti sogno…

E’ giorno…e ho sonno!!!

 Buon lunedì

Dolce amaro

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Conoscete la coppia perfetta?

Le due anime gemelle il cui amore non finisce mai?

I due innamorati il cui rapporto non è mai minacciato?

Il marito e la moglie che hanno piena fiducia l’uno dell’altra?

Se non conoscete la coppia perfetta, lasciate che ve la presenti…

è proprio qui in piedi, sopra uno strato di glassa…

 Il segreto del loro successo?

Beh, per cominciare, non sono costretti a guardarsi.

Di lemma

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1 aggettivo. Basso Uso: oggettivo, che si basa su fatti, su dati  

2 aggettivo. Alto Uso: imparziale, equanime, non influenzato da pregiudizi: es. giudizio, parere

3 sostantivo maschile. Alta Disponibilità, Tecnico-Specialistico: sistema ottico convergente, costituito da un gruppo di lenti o da una combinazione di specchi sferici, che fornisce di un oggetto un’immagine reale, rimpicciolita o ingrandita, osservabile direttamente o su una pellicola: es. per riprese telescopiche  

4a sostantivo maschile. Alta Disponibilità: bersaglio o scopo di un’operazione militare: es. centrare, mancare 

4b sostantivo maschile. Alto Uso (estensivo): fine, meta che ci si propone di raggiungere: es. realizzare il progetto

Varianti: con due b 

Consiglio: fissare bene e perseguire fino al pieno conseguimento.

Arrì vedè rci Roma

Post assonnaticcio dopo una levata traumatica all’alba,

due giorni di lunghe passeggiate, freddo e umidità,

Trastevere e San Pietro, fontana di Trevi e piazza di Spagna, Campo dei Fiori e Piazza Navona, e Pantheon, e via del Corso, e piazza Venezia e Colosseo, e tutto il centro in lungo e in largo…e poi l’Olimpico,

mani fredde, naso rosso e fazzoletto,

cacio e pepe, amatriciana e saltimbocca,

e tutto quanto è bello, e sempre bello, perchè è Roma…

…per il resto mentre mi alzavo in volo quest’oggi sulla città

mi è venuta in mente la canzone che da il titolo al mio post,

mentre avrei preferito cantare “Graaazzzie Romaaaaa”.

Ho un residuo di influenza, spero di riprendermi con una bella dormita.

Roma nun fà la stupida…domenica!!!

Post superveloce, per salutare tutti e augurare un buon week end!!!

Il mio mi vedrà prendere un aereo per Roma, appuntamento all’aeroporto stasera con Ken, e domani con altri due amici che ci raggiungono dalla nostra bella Sicilia!!!

Domenica poi finiremo…in trasferta…

e speriamo di salvarci…in calcio d’angolo!!!

😉

Tutti un pò da ricovero

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Quasi terminata la sua visita ad un manicomio, un ospite domandò al Direttore quale era il criterio per definire se un paziente dovesse essere ricoverato.

Egli rispose:  “Facile… riempiamo una vasca da bagno e dopo offriamo un cucchiaino, una tazza da te’ e un secchio al paziente e gli domandiamo di svuotare la vasca da bagno.”

“Ah! Ho capito!” – disse l’ospite – “Una persona normale userebbe il secchio perché è più grande del cucchiaino e della tazza da te!!!!!!”

“No” – rispose il Direttore –  “una persona normale toglierebbe il tappo. Le va bene un letto vicino alla finestra?” 

Spiegato l’inganno, forse… (della storia lunga precedente)

Era stato sulla strada statale, allo spuntar del giorno, quando anche il secondo caffè aveva chiuso.

Lui le aveva detto che cercava una giovane donna che dormisse accanto a lui per qualche tempo, aveva paura d’impazzire, e voleva pagarla, era una sua idea che bisognasse pagare le donne perché impedissero agli uomini di morire, d’impazzire.

Lei gli aveva detto che una donna pagata sarebbe lo stesso che niente, ma lui era sicuro di volerla così, senza amore per lui, solo il corpo; l’aveva accolta con circospezione e una certa freddezza, aveva chiesto di non sapere il suo nome né il suo cognome, non aveva detto il suo e lei non aveva domandato niente.

Il ricordo ora è confuso, doloroso, era una richiesta umiliante, e più volte lei aveva chiesto:

“Perché il denaro?”

“Per pagare. Per disporre del tuo tempo come io ho deciso. Per mandarti via quando io lo voglio. E sapere in anticipo che tu mi obbedirai. Per ascoltare le mie storie, quelle che invento e quelle che sono vere”

Passano tre mesi dalla fine di questa storia inventata.

Poi una notte, molto prima che faccia giorno, lo vede seduto in quello stesso caffè dove tutto è cominciato, è solo, gli si avvicina: 

 “Volevi pagare il tempo passato nella camera per pagare del tempo perduto da una donna?”

Probabilmente.

Se solo non  tutto il tempo fosse andato perduto, se avesse ammesso di averne bisogno, di altro tempo, e ancora di lei.

La guarda, in quegli occhi che ha visto ridere e piangere tante volte in quelle notti, non dice una parola, non ci riesce, lei si volta e si allontana, senza più girarsi.

Avrebbe voluto dirle tante cose, fermarla, e tenerla, come nei suoi ricordi, lasciandola andare via.

Storia lunga e ingannevole

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Quando si avvicina l’ora del suo arrivo, decide che lei dovrà andarsene, ma da sola, che da sola dovrà arrivare a capire che lui non può ordinare niente, mai.

Chiude gli occhi. Cerca di sentire, di vedere: la camera è nera. Di sotto la porta non filtra alcuno sprazzo di luce. Lei batte, lui non risponde, allora lei grida di aprire.

“Sono io, apri.”

Può immaginarla sola nella città o in mezzo a quella gente laggiù in spiaggia, l’ha già fatto…

Ma non può immaginarla davanti alla porta chiusa. Capirebbe subito lei, perché lei è così, capirebbe subito che la porta chiusa è una finta, di sicuro, vedendo che non vi è più luce…

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La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
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