Archivio per aprile 2008

se non gratti non vinci

 

Questa storia che ha dell’incredibile, in qualche modo è successa davanti agli occhi miei non molto tempo fa…

Un giovane, amante del gioco e dell’ebbrezza, attento a non cadere nell’azzardo ma comunque piacevolmente coinvolto nel gioco sotto svariate forme…

Ha tentato spesso, qualche volta ha vinto, ma sempre piccole somme, altre volte ha perso, senza mai rovinarsi

Qualche sera fa incontra la sua fedelissima compagna di gioco degli ultimi tempi, con la quale tra le altre cose ha fatto pure dei bei gruzzoletti, e allora pare che funzioni così, che squadra vincente non si cambia…

…chiacchierano un po’, poi lei fa a lui una proposta.

Aveva in mano un blocchetto di biglietti, abbastanza consistente, gratta e vinci, e gli spiegava che per ogni 2000 biglietti c’erano tante piccole vincite e poche grosse vincite, di cui poi una vincita era proprio pazzesca, di quelle che ti sistemi a vita…

“Finora sono stati venduti solo 500 biglietti, e da questi sono venute fuori solo poche piccole vincite, quindi i premi grossi e il premione sono ancora disponibili.

Io ho qui 1000 biglietti in mano, ed ho deciso di regalarteli, hai buonissime probabilità che ti dica bene, visto che sono la maggioranza, se poi proprio sei sfortunato, puoi beccare qualche piccola o media vincita, o anche niente…

In ogni caso io non voglio soldi da te, se perdi non voglio rimborsati i biglietti, se vinci puoi fare della vincita ciò che vuoi, perché i soldi sono tuoi…

Solo una cosa desidero da te: la moneta per grattare la metti tu!!!”

Il ragazzo rimane un po’ confuso

“Mah, non lo so, ho qualche dubbio…”

Continuava a pensare confuso mentre lei lo rassicurava che non doveva aver paura, non c’era fregatura,

aveva tra le mani la possibilità di fare il colpo della sua vita, in un modo che amava, trattandosi di un gioco, poi era padrone di disporre come voleva della sua fortuna, poteva tenerla per sé, spenderla pian piano, investire e farla fruttare, o sperperarla, regalarla, ignorarla…doveva solo cogliere l’attimo, accettare quei biglietti, e mettere una sola, piccola moneta…

“No! non mi sento di mettere la moneta per grattare in questo momento”

La ragazza tenne con sé i biglietti e andò via, un ragazzo tentando di approfittare del momento le disse

“La metto io la moneta, la metto d’oro…”,

ma quei biglietti non erano per lui.

Da allora la dea si rimise la benda aspettando di tentare alla fortuna chi l’avrebbe colta al volo, un giorno…

 

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La sera del dì di festa

 

 

Questa è la sera di un dì di festa,

ci pensavo stasera, mentre rientravo a casa:

oggi è San Giorgio,

San Jordi in Catalogna, ed è la festa degli innamorati…

…ora tradizione vuole che l’uomo regali una rosa alla donna e la donna regali un libro all’uomo…

…ma questo in Catalogna!!!

Mi sono allora accostata accanto un negozietto di alimentari,

ed ho comprato uno scatolino con due bacetti di cioccolato dentro.

A casa poi ne ho preso uno e me lo son regalato facendomi gli auguri,

non c’era bigliettino dentro, quello è solo nei baci grandi,

allora vi regalo una frase, che molti di voi conoscono già:

 

“Happiness only real when shared”

La felicità è reale solo se condivisa

Voglio allora condividere la felicità più grande con tutti gli innamorati, che è la felicità di amare.

 

 

Doveva succedere prima o poi…

…ho lasciato il rubinetto aperto e mi ha inondato tutto…

…almeno si è sciolto via un bel po’ di calcare!!!

 

unica rossoazzurra al derby!!!

 

…starò attenta a non parlare e controllerò i gesti…

…tiferò segretamente la mia squadra e speriamo bene!!!

pensieri a caso, parole ad effetto

 

Credo sempre ai miei occhi e non sempre ai pensieri perché a volte loro sono cattivi, possono rendere contorto ciò che poi alla fine è fin troppo semplice…
Riprendersi, guardare in faccia il sole senza veli che oscurino la visuale, guardare il mondo nelle sue più piccole particelle, ma con occhi veri, sgomberi da tutte quelle varie diavolerie della mente
Vedere le cose per quelle che sono, un contorno, niente di più, a quello che c’è nel punto centrale del tuo essere, un punto in movimento finché ha vita, che da vita a te, e permettere di cogliere il senso, anche dove all’apparenza non c’è, un orizzonte…
Non un motivo, una causa, una ragione, fermati all’effetto, guarda quello, solo quello…
A volte i pensieri scavano troppo in fondo, quando è meglio restare in superficie, che c’è un tempo per tutto, anche per scendere giù, quando si è in grado poi di risalire…
Allora resto a galla in mezzo a questa grande vasca e solo dopo essere diventata spugna cercherò il tappo per far andare via tutta l’acqua superflua, avendo cura di strizzarmi bene perché non rimanga una goccia, una sola goccia, che ancor non ho versato, ma che già ha traboccato il vaso
Silenzio, perché tutto ciò che c’era da dire è stato detto, bollicine sparse come petali e profumate note in sottofondo, così…tanto per gradire

A che gioco giochiamo?

Questo gioco sensuale di colori,

il verde come la speranza, il giallo della gelosia, dell’attesa, il rosso della passione, della rabbia, che ti frena, ma al tempo stesso ti invoglia

Quanti colori un giorno potrebbero diventare uno, che li contiene tutti,

il bianco.

Un angelo mi ha detto che è il mio colore alla nascita e mi ha chiesto di usarlo, in estate, e magari lo ascolterò, un paio di ali nuove e spicco il volo, verso quel bianco che vuol dire tanto, tutto e il suo contrario…

Ad esempio purezza, di spirito e di animo, e me lo cucio addosso, il bianco di una nuvola, il bianco di una schiuma, di un’onda in uno scoglio, il colore della seta, il colore dei fantasmi, nascosti sotto ad un lenzuolo…

Oppure il nulla, una tabula rasa, un foglio di carta, una pagina nuova, su cui scrivere una nuova storia…

Allora si tutti i colori che adesso si inseguono, e si corteggiano, e si stuzzicano, sfumeranno come i sogni ed i pensieri, e sbiadiranno le foto, ed i ricordi…

Servono parole a dare voce ad i colori, servono fatti per mantenerli vivi.

Che questa settimana sia colorata per tutti.

Con le tue stesse mani

Ti senti tradito…

poveretto, e fai bene.

Nella tua misera vita di uomo con poche certezze una sola ti accompagna e ti attanaglia: la sua presenza, che non puoi eliminare, ma nemmeno toccare…non più, perché tu le hai voltato le spalle e lei in quell’attimo, di distrazione, ti ha tradito.

La tua coscienza.

E’ dentro di te, e avresti dovuto conviverci, ma tu quella sera non l’hai portata con te e adesso è sporca, e ti annebbia il cervello, i pensieri.

In ogni istante poi c’è lei che aleggia, nei sogni, nei desideri, e negli occhi di altri, che l’hanno incontrata o la incontreranno, e le daranno ascolto, ed un terreno fertile, e pianteranno un seme perché possa dare vita alla loro vita, e a nuova vita.

Perché la felicità va accolta, va corteggiata, tenuta stretta e coltivata, perché non si spenga senza seguito, perché si rinnovi, si moltiplichi e mai si esaurisca.

La felicità.

Altra faccia della coscienza, il suo completamento, anche se a volte di lei non si ha coscienza.