Con le tue stesse mani

Ti senti tradito…

poveretto, e fai bene.

Nella tua misera vita di uomo con poche certezze una sola ti accompagna e ti attanaglia: la sua presenza, che non puoi eliminare, ma nemmeno toccare…non più, perché tu le hai voltato le spalle e lei in quell’attimo, di distrazione, ti ha tradito.

La tua coscienza.

E’ dentro di te, e avresti dovuto conviverci, ma tu quella sera non l’hai portata con te e adesso è sporca, e ti annebbia il cervello, i pensieri.

In ogni istante poi c’è lei che aleggia, nei sogni, nei desideri, e negli occhi di altri, che l’hanno incontrata o la incontreranno, e le daranno ascolto, ed un terreno fertile, e pianteranno un seme perché possa dare vita alla loro vita, e a nuova vita.

Perché la felicità va accolta, va corteggiata, tenuta stretta e coltivata, perché non si spenga senza seguito, perché si rinnovi, si moltiplichi e mai si esaurisca.

La felicità.

Altra faccia della coscienza, il suo completamento, anche se a volte di lei non si ha coscienza.

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11 Responses to “Con le tue stesse mani”


  1. 1 barbie 1 aprile 2008 alle 20:20

    scusate ragazzi, per la mia lunga assenza…
    ho inseguito la felicità con incoscienza,
    ma almeno la mia coscienza è pulita…
    …e ne sono felice
    😉

  2. 2 paolo 2 aprile 2008 alle 8:51

    l’ho riletto cinque volte.
    e, ogni volta, ho capito qualcosa di nuovo.
    grazie!
    p.

  3. 3 Andrea 2 aprile 2008 alle 8:58

    … hai proprio ragione, la felicità va’ coltivata, inseguita, cercata, stimolata… 🙂

  4. 4 barbie 2 aprile 2008 alle 13:02

    @ paolo: allora ti ringrazio 5 volte 😉
    @ andrea: …e quando si raggiunge va tenuta stretta…

  5. 5 nietzsche 2 aprile 2008 alle 17:42

    Mannaggia alla viltà che si nasconde e si protegge sempre dietro le certezze.
    Mannaggia al coraggio che arriva solo dopo la paura.
    E mannaggia, soprattutto, alle coscienze sporche che danno la felicità e a quelle pulite che la tolgono.

    Ma che vogliamo farci, la colpa si sa, è tutta del cervello così piccolo.

  6. 6 cielolibero 3 aprile 2008 alle 7:16

    La felicità va inseguita, ma non sempre quando la si raggiunge si ha la maturità e l’incoscienza per tenerla stretta.

  7. 7 Oscar Ferrari 3 aprile 2008 alle 7:57

    Vabbè dai, è stato solo per quella sera…

  8. 8 barbie 3 aprile 2008 alle 10:33

    @ nietzsche: mannaggia a te, nietzsche, ma che diche??? 😉 …così piccolo o così contorto…
    @ cielolibero: a volte invece il punto è che vi è incoscienza della maturità!!!
    @ Oscar: e forse quella sera è stata di troppo…

  9. 9 Giulio in Canada 8 aprile 2008 alle 0:52

    hey, ma che bel leggere da queste parti !!!! mi e’ piaciuta molto… man mano che leggevo mi incuriosivo di piu’ su come avresti poi messo insieme tutti i pezzi — tutti i colori– di questa poesia…
    Sono felice per il tuo Catania… occhi aperti quando vai a Palermo anche se ho l’impressione che le acque si siano calmate… La regola degli occhi aperti comunque vale per tutti — anche necessariamente per me che la distribuisco (la regola)… Uno deve dare l’esempio, no?? ciao. buona settimana anche a te

  10. 10 Giulio in Canada 8 aprile 2008 alle 18:04

    acci: ho sbaglito articolo…. sorry 😐

  11. 11 silvia 19 aprile 2008 alle 7:52

    Ciao Barbara, seguire i propri ideali e la propria coscienza a volte può avere un costo alto. è una sfida che ci espone al rischio di perdere. perdere una partita. chi invece gioca non seguendo la propria coscienza perde sempre, perde se stesso, la propria identità. baci, silvia


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