Archivio per agosto 2008

Due!

 

Ecco un altro, adesso.

Come al solito non è cambiato nulla.

Mi fa quasi ridere la scontatezza di certi avvenimenti,

il susseguirsi, il ripetersi, di certi corsi e ricorsi.

Anche, alla lunga, dei medesimi risultati.

Per me stavolta è diverso.

Per la prima volta sento che mi manchi, perché per la prima volta sento la tua assenza.

Ma che me ne faccio di quel tuo sguardo finto, di quel sorriso muto, di quella vicinanza quasi beffarda? Di tutto quello di cui non posso disporre. Che me ne faccio di te, che tanto non ci sei?

Perchè dove sei quando avrei bisogno di te, mi dici dove cazzo sei???

Si dice niente nuove, buone nuove, ma insomma in mezzo ci sono migliaia di cose.

Che ne sai di quello che faccio, di quello che mi succede, di quello che devo affrontare, del consiglio, dell’appoggio, del sostegno che vorrei e se lo voglio devo chiedere altrove, di come sto, cosa mangio, come dormo, come mi vesto, che cosa ne sai di me???

E allora mi inventerò qualcosa di nuovo, scongiurando il num. 3…

…che ci sono altre cose grandi e serie a cui pensare, e ancora una volta dovrò pensarci da me.

La promessa do me cori

 

E torniamo a parlare di calcio.

Alla fine dello scorso campionato avevo promesso che se tutto fosse andato bene, e la mia squattra si fosse salvata, avrei postato l’inno per intero per tutti i curiosi che simpaticamente hanno partecipato il ritornello, rigorosamente in siciliano!

Per venire incontro a chi siciliano non è, posto un video dell’inno con il testo.

E anche quest’anno speriamo vada tutto bene.

La buona azione quotidiana

 

Oggi ho ceduto alla tentazione, ho soddisfatto un desiderio e mi sono coccolata.

Stamattina mi sono svegliata con un chiodo fisso in testa, una voglia irrefrenabile di gelato alla fragola…

…le ore passavano, ma la voglia no.

Allora mi son chiesta se mai qualcuno o qualcosa mi impedisse di soddisfare il mio desiderio, e la risposta è stata negativa, dipendeva solo da me, dalla mia volontà.

Mi sono sentita padrona di decidere per me e ho deciso che volevo assecondarmi.

Ho preso la macchina e sono uscita, non volevo accontentarmi di una gelateria qualunque, una volta che fai il peccato, fallo completo, ho pensato…

…sapevo esattamente dove trovare il miglior gelato, e lì sono andata.

“Un cono fragola e panna, per favore”.

A coccolarsi ci si sente bene e io adesso sto meglio.

Giro di boa

 

Ho fatto una calata, senza fermarmi sono andata avanti anche oltre me, mi sono spinta fin dove l’immaginazione e la fantasia, i desideri e i sogni naturalmente mi portavano, sono scesa nel profondo e lì ho raggiunto i miei obiettivi, tutti, e sono stata felice.

Da un paio di giorni sono tornata a casa, con la mia realtà e con i suoi aspetti, è finito il riscaldamento.

Guardo in su e penso che ora comincia la salita, il ritorno a tutto quello che con gioia ho costruito per  esorcizzarlo lasciandolo poi lì al suo destino.

Togliendo i massi grossi e spianando un po’, aspettando la marea, a coprire.

Ho affrontato l’onda, l’ho cavalcata e ho girato la boa.

Quando poi la marea si ritirerà tornerò al mio mondo sommerso, cercherò un punto con i verdi germogli e lì costruirò la mia casa nel bosco.

Cazziata!

 

Una alla volta le persone che in qualche modo mi conoscono e riescono a leggere tra le righe dei miei comportamenti stanno cercando un confronto con me per dirmi tutte in modo diverso le stesse cose.

Ieri è toccato a te.

Tra tutte le persone che aspettavo sapevo che la più dura saresti stata tu, perché tu sei una tipa tosta e le cose non te le tieni, non ci riesci.

Quando mi hai chiesto di andare dall’altro lato del balcone sapevo che era quello il momento, un sospiro, poi ti ho raggiunta.

Ero preparata, sapevo e speravo che mi dicessi esattamente quello che mi hai detto, per dare forza alle mie risposte.

Tu mi conosci abbastanza, e anche io, secondo me non è tutto quello che avresti voluto dirmi, ma sei stata dura, sei stata brusca, e forte, nel guardarmi negli occhi e spararmi a zero imperativi difficili.

Perché so che è difficile parlare sapendo di avere ragione, con chi te la da pienamente ma non riesce a tenere lo sguardo, è difficile prendere discorsi che mai si sarebbe voluto prendere, e ancor meno riprenderli.

Ho visto la tua difficoltà, l’ho sentita, nel sostenere le mie stesse idee con più aggressività ed intransigenza, a certe frasi sentivo lungo la schiena scendere freddo e pungente un brivido, è successo più volte, come convulsa, alla fine mi son sentita di tranquillizzarti, argomentandoti con prove ed intenzioni, e chiedendoti fiducia.

Che quello che hai visto non lo rivedrai, e quello che vedi ora speriamo passi presto.

E’ difficile a volte essere amici, e tu sei un’amica.

Ti ringrazio e ti voglio bene.

Mancano un paio all’appello, un lui e una lei, già immagino quando, il tempo che passa dal tramonto all’alba.

Hai capito la psicologa???

 

Un paio di giorni fa mi trovavo a trascorrere una serata in casa di amici, buona cena, buona compagnia, temperatura gradevole.

Si era pensato di fare qualche gioco, poi invece ci siamo abbandonati alla chiacchiera, che impegnava forse di meno, e coinvolgeva di più.

Mi chiedo quale orario migliore delle 2:00 per cominciare a parlare di matematica, facendo la gioia di due amici, matematici per l’appunto, e la soddisfazione degli altri, ignoranti in materia, di poter porre loro domande assurde.

L’orario non ha nemmeno frenato uno dei due nel sottoporre tutti noi ad un gioco di logica, partendo da un quesito semplice, proseguendo con uno più complesso, per terminare col terzo ed ultimo di maggiore complessità…

…tutti per una buona ora davanti ad un foglio di carta posto al centro, studiando un disegno e la sua logica, poi si è passati ai fogli individuali, ciascuno col proprio con la riproduzione del disegno, a ragionare per i fatti suoi…

Dopo diversi scervellamenti decido che per me è sufficiente e che posso anche andare a dormire, rimandando la soluzione al giorno dopo, che erano appena le 4:00 del mattino, ma ecco che nel momento che chiedo di andare vengo colta come da un’illuminazione che mi porta liscia liscia a dimostrare la soluzione, sotto occhi e orecchie spalancati…

…mi trovavo in mezzo ad ingegneri, economi, giuristi…li convinco della mia tesi, così restava solo da chiedere conferma all’artefice di questa diavoleria…la conferma arriva…mi sento un genio…dotti, medici e sapienti, ma alla fine vinco io…

…ahò, ma del resto, so’ psicoloca!!!

Quest’anno è così

 

Stamattina alzandomi mi è venuta voglia di vacanza.

Quest’anno è andata un po’ così, tra chi è partito in viaggio di nozze, chi le ferie se le è prese a luglio, e chi ha deciso di farsele per i fatti suoi, mi ritrovo alla fine di questo agosto anonimo e di questa estate a tratti interessante, ma per lo più deludente…

…e ancora non ho fatto una vacanza…

Un viaggetto di tre giorni sotto la voce “Lavoro” e niente altro.

A questo punto mi fermo a pensare, cosa mi serve per partire???

Un tempo, una meta, una compagnia.

Tempo no problem, capita in un momento che ne ho anche troppo, la meta alla fine ci si accorda, non cerco mica i carabi.

La compagnia.

Comincio a scorrere nella rubrica delle persone “Eppure ci farei una vacanza”.

Nemmeno il tempo di scorrerla tutta, come se avessi acceso un segnale di fumo e fosse stato colto, senza che io facessi nulla mi arrivano da più parti degli inviti.

In questo momento dispongo di:

un giro in barca a vela, sole, mare e pesce fresco,

qualche giorno a Lampedusa,

un’avventura alla Thelma & Louise

Ora non mi resta che decidere.

Potrei conciliare più cose, che spesso le cose non troppo organizzate sono quelle che riescono meglio, oppure pazientare un mesetto e spararmi un regalo di compleanno e di fine estate.

Si accettano consigli, suggerimenti, e controproposte!

J