quando occorre fermarsi

 

I tempi di lei e di lui sono molto diversi, e passano giorni che a stento si incrociano a casa.

Non sono felici di questa gestione, ma non affrontano la questione.

Un giorno lei è in casa ma lui ancora non rientra, così scrive due parole su un biglietto e lo appunta nel frigo, gli dice di ricordarsi le medicine, e va via di nuovo.

Al mattino dopo trova il biglietto ancora là.

Dopo un po’ rincasa lui occupandosi delle cose sue, nemmeno un cenno a lei, ma ormai è routine.

“Avresti potuto rispondere al mio biglietto”, esordisce lei, curiosa di sapere se lui l’avesse letto, e intimorita da quel silenzio “anche solo con un Grazie…ma forse ho sbagliato io a scrivertelo, scusa, non succederà più”, convinta di quello che stava dicendo, insomma, un conto è preoccuparsi, ma almeno un cenno di riconoscenza…

Per tutta risposta lui gira i tacchi e va via, chiudendo la porta alle sue spalle.

Quel rumore, quella porta le smuove dentro qualcosa, come un ricordo vago, lontano, che riaffiora, una sensazione sgradevole, le sale su un po’ di nausea…

…va verso il bagno e si siede di fronte allo specchio…

…riflesso, un volto familiare le parla, lei assorta e gelida, ascolta…

“Arriva un momento in cui bisogna anche reagire, ti ricordi? Come è venuto naturale spegnere quell’interruttore e cambiare lampadina, accendere una nuova luce, che dia nuovi colori al tuo mondo…non credevi fosse possibile, ma hai dovuto capirlo da sola e finalmente, ci sei riuscita…

…ma non lo vedi che sono mesi ormai che soffri? Che non è giusto, che non devi permetterlo, prima di tutto a te stessa? Che ti stai lacerando ogni giorno un po’ di più, incaponita in quel giorno, in quell’ora, che non c’è bisogno che attendi perché arriverà, e allora da adesso sarà cambiata una sola cosa, la tua forza, quel giorno al minimo della decenza…

Io credo che tu debba pensarci, ma vuoi davvero questo? Hai fatto, hai detto tutto, e cosa hai in mano? Niente! Hai un cuore stanco, che fatica anche a battere…e un uomo che ormai nemmeno ti sente…non sente…perché va bene la testa, va bene la ragione, ma il cuore?…a volte bisogna lasciar parlare lui…

E forse tu lasci troppo parlare lui…non c’è più nulla che tu possa fare, e allora basta…ascoltami…Vuoi guardare per un attimo fuori dai tuoi schemi e occuparti un po’ di più di te stessa, prendendoti cura delle tue ferite, invece di lasciare che continuino a farti male, ogni volta che torni a rigirare quel coltello??? Spegni questa luce che ti offusca la mente, resta al buio, soffri, piangi, distruggi.

Poi vai via da questa casa, chiudi bene, e getta via la chiave”

C’è buio, e silenzio adesso, in quella casa, lei è lì, è stanca, non vuole che finisca così, ma non vuole pensarci, non riesce, adesso vuole solo dormire.

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9 Responses to “quando occorre fermarsi”


  1. 1 francesca 11 agosto 2008 alle 20:03

    Agghiacciante!
    Conosco bene quella sensazione ed è terribile.
    Buona notte barbie, sempre brava

  2. 2 kronakus 11 agosto 2008 alle 21:35

    Jodorowsky ti fa un baffo…

  3. 3 melania 12 agosto 2008 alle 1:26

    sì, piccola Barbie.
    prendi respiro.
    dormi adesso.
    so esattamente cosa si prova.
    ti abbraccio forte

  4. 4 Jessica Moh 12 agosto 2008 alle 12:38

    E chè gli “stronzi” esistono ancora?
    Reagire, reagire e non dormire!
    besos

  5. 5 Raspa 12 agosto 2008 alle 15:00

    beh per adesso se dormire la ristora allora ben venga il sonno.
    Purchè al risveglio la mente sia sgombra e il quadro chiaro.
    Ci sono cose che possono essere salvate ed altre che occorre sopprimere
    cose per cui lottare ed altre che non valgono il tempo che ancora gli si dedica. Dunque, che il sonno le porti consiglio.
    Un bacio e buon Ferragosto signorina, ovunque tu sia.
    R.

  6. 6 melania 14 agosto 2008 alle 23:06

    ciao Barbie cara.
    giornate di mare e sole.
    letture in riva al mare.
    cercando di non pensare troppo a quello che verrà e a quello che mi aspetta.
    è ferragosto. una festa che odio e non sopporto.
    motivi vari.
    spero davvero tu stia bene, ti auguro giornate e notti serene.
    ti abbraccio forte forte

  7. 7 melania 16 agosto 2008 alle 1:47

    anche questa giornata è passata.
    ferragosto e per di più cielo nuvolo, vento e anche un po’ di pioggia.
    ora vada a dormire.
    domani spero mare e sole.
    ti auguro momenti felici e sereni.
    baci, Barbie

  8. 8 nietzsche 19 agosto 2008 alle 20:08

    Il biglietto non fu appuntato sul frigo ma sul PC ma lui non lavorava in quel periodo quindi lo lesse ben piu’ tardi.
    E quando rientro’ fu per poco ma lascio’ la porta aperta che poi si chiuse sola, solo dopo si accorse della replica, quando lei non c’era piu’. E li lui la ringrazio’, ma probabilmente la porta di casa era gia’ chiusa e senza chiave.
    Ma questi forse sono solo dettagli. Forse.

  9. 9 barbie 20 agosto 2008 alle 4:18

    @ nietzsche: si, si, tu hai ragione, la porta si chiuse sola a causa di una corrente di vento che la fece sbattere, lui non ha colpa in questo, è chiaro, ma quel rumore le ha smosso le viscere…mi concederai la mancata rettifica, il post era già pubblicato e commentato…la porta poi sì, era chiusa e senza chiave, ma lei era ancora dentro casa che dormiva e lui ne ha comunque una copia sua…
    Poi è chiaro, il biglietto, la porta, sono dettagli, quello che conta è il resto, sono i sentimenti in gioco, quelli che proverà al suo risveglio, se sarà lui a svegliarla o se aprendo gli occhi si ritroverà sola, è quella la cosa più importante…
    in entrambi i casi avrà bisogno di nuova energia, per questo si è abbandonata al sonno, per ristorarsi e ritemprarsi.
    Il suo sonno è spesso agitato, ma per evitaree di morirci ha puntato la sveglia.


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