verde è speranza, ma io non ho il pollice verde

disegnocuore

 

Temo che la mia piantina non ce l’abbia fatta.

L’avevo comprata l’anno scorso per la festa della mamma, di notte, da un ambulante di fronte al bar dove prendiamo il cappuccino e il cornetto, proprio dietro casa.

Era una rosellina, dalle rose piccole e rosse.

Con quanto amore l’ho curata, quante attenzioni, i primi tempi ho cercato un posto dove il sole non battesse troppo forte, dove ci fosse luce e anche un po’ di ventilazione, stavo attenta che la terra non restasse mai asciutta, versavo l’acqua nel piattino sotto il vaso, in modo che da sola la prendesse quando ne aveva bisogno, a volte ne accarezzavo le foglie, levavo quelle di troppo, controllavo che non ci andassero quegli animaletti che attaccano la pianta e muore, a volte perfino ci parlavo…

Ha retto al caldo afoso dell’estate e ogni tanto spuntava qualche piccolo bocciolo, che piano piano si apriva, io lo prendevo come un segno di riconoscimento, un piccolo prezioso regalo che al suo schiudersi mi regalava una giornata felice, sentivo di aver dato vita ad una piccola vita.

Ho preso informazioni su come e quando fosse meglio trapiantarla, poco a poco cresceva e quel vasetto cominciava a starle stretto.

A gennaio, mi hanno detto, alla fine, è il periodo migliore, la sposti in un vaso più grande e fai la talea.

Ho aspettato la fine di gennaio, ero emozionata, forbici in mano, la mano tremava, mi sentivo un chirurgo al suo primo intervento, non l’avevo mai fatto prima, non avevo mai curato nessuna pianta, e a quella mi ero veramente affezionata.

Quando ho finito l’operazione ho messo il vaso allo stesso posto ed ho sperato di aver fatto bene.

Visti i pezzettini di pianta che spuntavano dalla terra, fragili, e sicuramente ancora scossi, piuttosto che inondarli di acqua gliela spruzzavo dolcemente con un contenitore di sgrassatore vuoto, e riempivo il piatto giù perché le radici tirassero a necessità…ho aspettato, sempre speranzosa, l’inverno è stato rigido ma la riparavo dal vento quando era troppo forte, le mettevo una sedia sopra a coprire, ho visto gonfiare degli occhi, si chiamano così quella specie di bottoncini che si formano ai lati del ramo, da lì sarebbero spuntate le foglie e in primavera sarebbero sbocciati i nuovi fiori…

Poi a poco a poco, ho visto la piantina spegnersi, qui e là nella terra è spuntata un po’ di erbetta, ma di riprendersi non ne ha volute sentire.

Non ha retto il trapianto, credo, era possibile che potesse accadere.

Qualche giorno fa ho un po’ smosso la terra, nella mia testa pensavo che magari le radici avevano bisogno di essere un po’ stimolate, non so, un po’ come un massaggio cardiaco quando ormai non c’è quasi più niente da fare.

Se fosse sopravvissuta avrebbe sicuramente avuto una vita più bella, più serena, felice, aveva una nuova casa grande e cure amorevoli, fino a quando anche questo vaso non sarebbe bastato ancora, e ancora un nuovo trasloco…

Invece non ce l’ha fatta, ma se non avessi fatto il trapianto sarebbe sicuramente già morta da un pezzo, ho fatto tutto il possibile, di più non potevo, eppure mi sento delusa, e triste.

La tengo ancora, e fino a stamattina le ho aggiunto acqua, continuo a sperare che qualcosa si risvegli, anche se ormai le speranze sono poche.

Ricordo che una volta l’ho paragonata ad una storia d’amore: all’inizio è ancora piccola, e bella, con tanti colori e sfumature, poco a poco cresce, e cresce, e comincia ad avere bisogno di più cure, attenzioni, ha bisogno maggiore stabilità e di diversi presupposti se vuole avere un futuro. Allora con un po’ di paura, ma con tanto impegno, provi a darle il futuro creando i presupposti, sviluppi, evoluzioni, e forse è per questo che si dice se son rose fioriranno…se la storia è forte e l’amore è vero continua a vivere e cresce, altrimenti non ce la fa, comincia a vacillare e poi finisce, ma almeno senti di aver fatto tutto, fino ad un estremo, ultimo tentativo.

Forse questa storia è finita.

Ci avevo creduto, e forse tenendola ancora lì, e dandole ancora acqua ci credo ancora, ma forse, se una pianta è in grado di amare, ha smesso di amarmi, o forse sono io che ho sbagliato qualcosa.

Forse sono io che non reggo, forse l’inverno è stato troppo rigido, dopo un’estate troppo arida, non ci sono più le mezze stagioni ed io non ho più avuto una primavera. Non ho saputo cogliere il momento per il trapianto e gestire il tempo.

Quest’anno ho cercato un altro vaso di roselline, volevo riprovare, rifarmi, credo ancora di potercela fare e adesso ho pure un po’ di esperienza per fare meglio…non ne ho trovate.

Ho preso un’azalea, mi sono fatta un po’ spiegare come si tiene, ci proverò.

Ma il primo amore non si scorda mai.

11 Responses to “verde è speranza, ma io non ho il pollice verde”


  1. 1 Diemme 11 maggio 2009 alle 13:38

    Io sto definitivamente rinunciando pure alla piantina di basilico. Invidio chi può prendere sempre la fogliolina di basilico fresco dalla sua piantina, io ne ho comprate una quantità industriale, ma non sono mai riuscita a godermele.

    Qui non si tratta di non avere il pollice verde, qui parliamo di pollice nero!!!

  2. 2 Oscar Ferrari 11 maggio 2009 alle 14:09

    sicura che lo spruzzatore con lo sgrassatore fosse davvero vuoto?

  3. 3 spaziocorrente 11 maggio 2009 alle 20:01

    Per fortuna che le piante non si fanno tutti i nostri problemi ed in ogni caso, se amate, lasciano sempre un dolce ricordo. Per le storie d’amore, beh è un’altra storia…

  4. 4 arthur 12 maggio 2009 alle 11:31

    Leggendoti, mi è venuto in mente il Piccolo Principe… “E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.

    A me è successa più o meno la stessa cosa, ma con una pianta di peperoncini (forse meno romantica… evvabè😉 ).
    Era bello guardare i peperoncini mentre crescevano, prima il fiore, poi dal fiore spuntava un piccolissimo peperoncino verde che man mano cresceva, fino a diventare rosso… insomma era emozionante stare lì a guardarli la sera quando aggiungevo l’acqua nel vaso… poi, dopo due inverni passati senza problemi, improvvisamente i rametti sono rimasti secchi e nulla è valso per farli rivivere.
    In seguito ho scoperto che quella piantina viveva solo per due anni e quindi…

    Mannagg…

    ps: tenerissimo post!

  5. 5 Irish Coffee 12 maggio 2009 alle 15:01

    non credo sia per mancanza d’amore
    credo che qualcosa non ha funzionato
    spesso si prendono dei parassiti che noi manco vediamo
    e le rose sono molto soggette a questo
    ed è vero che come la rosellina anche l’essere umano
    non può scappare dalla sua ora, anche se è stra-amato
    l’azalea è una pianta più forte😀 amala, anche lei ti amerà

  6. 6 eppifemili 12 maggio 2009 alle 19:12

    beh! le piante sono creature delicate e sensibili…
    mai provato a parlare con loro??!!

    Dice che funziona….io sono una di quelle che ha il pollice verdissimo…raccatto piante semi morte e le metto in giardino.,,poi si riprendono ma, giuro, fanno tutto da sole…
    secondo me è il mio cane che ci parla…

  7. 7 barbie 12 maggio 2009 alle 21:06

    @ Diemme: nel mio balcone c’è basilico a volontà, ma non sono io ad occuparmene, in estate però mi da soddisfazione quando dopo un paio di giorni senz’acqua lo trovo ammosciato, basta mettere un pò d’acqua vedi proprio le foglie riprendersi e drizzarsi, sembra una magia!!!
    @ Oscar:🙂 riesci sempre a farmi sorridere, devi essere una persona speciale!
    @ spaziocorrente: certo, è molto diverso, ma anche le storie d’amore possono lasciare un dolce ricordo
    @ arthur: il tempo dietro la rosa non è stato tempo perso, semmai per la rosa ho impegato del tempo, che è diverso…i peperoncini io li adoro, li mangio anche così, interi, e senza niente per accompagnare…p.s. grazie
    @ Irish Coffee: temo che tu abbia ragione, sarà stato qualche parassita…con l’azalea ci vado cauta…sono ancora un pò diffidente, ma per ora è piena di fiori e colorata che sta bene da lei…proverò ad amarla
    @ eppifemili: ho provato a parlarle…ma forse conosce il lingiaggio dei cani e non quello umano…proverò ad abbaiare😉

  8. 8 arthur 13 maggio 2009 alle 8:58

    @ Barbie: quel “tempo che hai perduto” voleva soltanto significare “che hai dedicato”, nient’altro, quindi andava inteso soltanto in positivo e sui peperoncini… pur essendo un siculo, non riesco a mangiarli così senza niente, come fai?😉

  9. 9 folletta 13 maggio 2009 alle 22:21

    Ciao Barbie, sono passata a darti la buona notte e a rimboccarti le coperte. Non ti corrucciare, è un’altra esperienza di vita. L’azalea è una pianta che mi ha sempre rifiutato, anche se io le ho curate con affetto come te la tua rosellina, forse tra noi c’è incompatibilità di carattere, la tua rosellina invece si è sentita tanto amata ne sono sicura.
    Sogni d’oro tesoro, Folletta baci baci

  10. 10 eppifemili 14 maggio 2009 alle 12:56

    emmagari funziona cara…

  11. 11 infinitylive 26 maggio 2009 alle 9:56

    Il mio basilico ha germogliato!!🙂 ma solo quello!!


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