Archive for the 'Animali' Category

Foto di gruppo

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 Papero Gallo 2 scrive sotto falso nome, perché Papero Gallo e basta esiste già e scrive sotto falso nome anche lui, perché è impossibile che uno si chiama Papero Gallo o poveretto lui e furboni i suoi, ma forse è Papero Gallo 2 la settimana scorsa e adesso non si ricorda dove ha messo la chiave.

Anche Anatra Gallina scrive sotto falso nome, che lei è la prima ad avere questo nome, ed è stata fortunata, saluta Papero prima di andare all’Arancia e chiede che fine avrà fatto mai Tacchino Galletto, sotto falso nome certo, che è tenero e gustoso, ma talvolta un po’ beffardo, su Gallo che va a dormire dopo che canta mentre si alza la sua bella che è importata dall’estero e gli orari sono sfasati, e su Gallina che c’ha le zampe in faccia quando socchiude gli occhi, e che forse ancora non è buona per fare il brodo, ma solo lui ha la Gallinella dalle uova d’oro.

Manca all’appello Faraona e Faraone, sotto falso nome, che loro non resta che farli in agrodolce con la cipolla che mentre la sbucci raccontano lamenti e piangono, per i tre polli scappati giusto in tempo e per tutte le belle pollastrelle lasciate andare, il riso amaro insomma di chi conosce i suoi polli e chi vorrebbe ancora esser pulcino lei, brutto anatroccolo spelacchiato lui.

Da non dimenticare lui, Coniglio Pollo sotto falso nome, che forse nome non fu mai più appropriato, che si difende dal mondo e lo gira col suo spiedo correndo, che per natura è una preda, uno che scappa, da l’idea di essere uno che ha paura, che non ha coraggio…poi come animale da compagnia è molto socievole e mostra di non aver paura di niente…..ma la verità è che alla fine è sempre e solo un pollo!!!

E come non pensare a lui, Tacchino Ripieno sotto falso nome, che apprezza le gallinelle che “annacano” l’anca, che tanto dopo i 13 anni… tutto fa buon brodo, non solo gallina vecchia, preferibilmente nostrana, insomma roba italiana.

Un pensiero affettuoso infine anche a Gallinella Pollastrella sotto falso nome che lei il suo coniglio l’ha acchiappato e adesso sta finendo di covare il suo uovo, che in meno di una settimana farà capolino il suo pulcino, e non speriamo che sia femmina perché lo sappiamo già che lo è.

Che dire di più??? Siamo una grande famiglia, uniti nelle nostre diversità da un destino comune, siamo tutti un po’ toccati in testa, carne quasi da macello!!!

Allora usciamo dal pollaio e buttiamo via le chiavi!!!

Tanto gli effetti collaterali si vedranno fra 100 anni.

Giro di boa

 

Ho fatto una calata, senza fermarmi sono andata avanti anche oltre me, mi sono spinta fin dove l’immaginazione e la fantasia, i desideri e i sogni naturalmente mi portavano, sono scesa nel profondo e lì ho raggiunto i miei obiettivi, tutti, e sono stata felice.

Da un paio di giorni sono tornata a casa, con la mia realtà e con i suoi aspetti, è finito il riscaldamento.

Guardo in su e penso che ora comincia la salita, il ritorno a tutto quello che con gioia ho costruito per  esorcizzarlo lasciandolo poi lì al suo destino.

Togliendo i massi grossi e spianando un po’, aspettando la marea, a coprire.

Ho affrontato l’onda, l’ho cavalcata e ho girato la boa.

Quando poi la marea si ritirerà tornerò al mio mondo sommerso, cercherò un punto con i verdi germogli e lì costruirò la mia casa nel bosco.

Voglio morire nei tuoi occhi

 

 

Deve essere quello che ha pensato stamattina prima di suicidarsi il moscerino che deciso è finito nel mio occhio sinistro!

Fortuna ero ferma al semaforo e mi son potuta riprendere dallo schianto.

Mi dirigevo in ufficio e ricordo tutto di quel momento.

Ero ancora con un occhio aperto ed uno chiuso dal sonno – cosa che ha sicuramente aiutato il kamikaze nella scelta della direzione da prendere – e mi tormentava un dubbio: “Ma l’ho sognato o è successo davvero?” pensando ad uno scambio di frasi con la mia collega, poi all’improvviso questo fulmine a ciel sereno mi ha dato parecchi spunti di riflessione…

Non mi andava di stare troppo a pensare ai sogni, alla realtà, alla finzione, che troppo spesso poi fa male, avrei visto la mia collega di lì a poco e avrei chiarito il dubbio.

Non volevo cominciare a preoccuparmi della giornata di lavoro che mi avrebbe atteso, che se no mi sarei messa a piangere.

Ho proseguito allora il mio tragitto ponendomi interrogativi e tentandomi le risposte sull’appena accaduto…

“Cosa avrà spinto quel moscerino a finire proprio nel mio occhio???

Sarà stato volontario??? Magari avrà pensato fosse il mare ed aveva voglia di fare un tuffo…uhm…

O forse non ha fatto in tempo a svoltare??? No, andava troppo sicuro…

E se è finito nell’occhio sinistro, vuol dire che lui andava verso destra, e già un po’ mi faceva un po’ antipatia, o era esattamente sparato verso quell’occhio lì in modo casuale???

Magari era pure cieco e prima o poi sarebbe finito comunque…no, secondo me c’era del volontario in quel gesto, ero stata prescelta…

Certo, come obiettivo finale, come paradiso terrestre, o magari soltanto come ultima spiaggia…

Ma sono cretina che veramente sto qui a pensare che quel piccolo, sconosciuto insettino abbia volutamente premeditato e attuato la sua fine??? Nel mio occhio!!!”…

Sono arrivata. Posteggio. Raggiungo l’ufficio e la mia collega mi dice “Stanotte ti ho sognata!!!”

“Anche io, credo, non ne sono sicura…vedi qualcosa nel mio occhio???”

 

Il tuo cervello non pesa un chilo…

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Nella sala d’attesa di un ospedale i familiari di un paziente gravemente malato erano tutti riuniti e trepidanti, fin quando, alla fine, entrò  un medico, stanco e desolato. 
“Mi dispiace di essere portatore di brutte notizie”, disse guardando le facce preoccupate, ” l’unica speranza per il vostro familiare è un trapianto di cervello. E’ qualcosa di sperimentale e  rischioso ed  economicamente totalmente a vostre spese”.
I  famigliari rimasero seduti, ascoltando le gravi notizie. Alla  fine, uno domandò:
“Però, quanto costa un cervello?”
“Dipende”,  rispose il medico, “5.000 euro un cervello di uomo; 200 euro  uno di donna”.
Si produsse un lungo momento di silenzio, mentre gli uomini della sala cercavano di non ridere ed evitavano di guardare le donne negli occhi, anche se qualcuno sorrideva. Infine, la curiosità fece domandare ad  uno di  loro:
“Dottore, a che si deve la differenza di prezzo?”
Il medico  sorrise davanti a una domanda così innocente e rispose:
“Quelli femminili  costano meno perché sono gli unici ad  essere  stati usati”.

Buona settimana!!!

esagerata…ma non troppo

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lei: Ciao!           
lui: finalmente! da quanto tempo aspettavo questo momento!
lei: vuoi che vada via?
lui: NO! Come ti viene in mente? Solo a pensarci, rabbrividisco!
lei: Mi ami?
lui: Certamente! a tutte le ore del giorno e della notte!
lei: Mi hai mai tradito?
lui: NO! MAI! perché me lo chiedi?
lei: vuoi baciarmi?
lui: Si, ogni volta che ne ho l’occasione!
lei: Saresti mai capace di picchiarmi?
lui: Sei impazzita? Lo sai come sono io!
lei: Posso fidarmi di te?
lui: Si!
lei: Tesoro …


Qualche anno dopo: basta leggere il testo dal basso in alto…

Cara, oggi cucino io!!!

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Ecco cosa succede il più delle volte quando un uomo si offre volontario in cucina, prendiamo un esempio a caso…il barbecue!Questa la catena degli avvenimenti che viene azionata: 

L’uomo tira fuori il barbecue e la carbonella.

La donna pulisce la griglia, va a comprare le spezie e le erbe, va dal macellaio e poi dal pasticcere per il dessert. Torna a casa e prepara le insalate e le verdure. Poi prepara la carne per la cottura, la mette su un vassoio con gli utensili necessari, le spezie e le erbe. Porta la griglia pulita e il vassoio all’uomo che è sdraiato di fianco al barbacue bevendo una birra.

L’uomo mette la carne sulla griglia.

Nel frattempo la donna entra ad apparecchiare la tavola, verifica la cottura delle verdure, prepara un vassoio con i dolci.
Poi torna in giardino per dire al marito che la carne sta bruciando.

L’uomo toglie la carne troppo cotta dalla griglia e la porta alla donna.

La donna prepara i piatti e li porta in tavola.

L’uomo serve da bere.

La donna sparecchia e prepara il caffè, serve il caffè e il dessert.
Dopo il pasto, la donna rimette a posto tavolo e tovaglia, lava i piatti e riordina la cucina.

L’uomo lascia il barbecue dove si trova perché ci sono ancora delle braci.
L’uomo chiede alla donna se ha apprezzato di non dover cucinare oggi.

La donna risparmia i commenti.

Davanti alla sua aria dubbiosa l’uomo conclude che le donne non sono mai contente.

Dolce amaro

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Conoscete la coppia perfetta?

Le due anime gemelle il cui amore non finisce mai?

I due innamorati il cui rapporto non è mai minacciato?

Il marito e la moglie che hanno piena fiducia l’uno dell’altra?

Se non conoscete la coppia perfetta, lasciate che ve la presenti…

è proprio qui in piedi, sopra uno strato di glassa…

 Il segreto del loro successo?

Beh, per cominciare, non sono costretti a guardarsi.

Tutti un pò da ricovero

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Quasi terminata la sua visita ad un manicomio, un ospite domandò al Direttore quale era il criterio per definire se un paziente dovesse essere ricoverato.

Egli rispose:  “Facile… riempiamo una vasca da bagno e dopo offriamo un cucchiaino, una tazza da te’ e un secchio al paziente e gli domandiamo di svuotare la vasca da bagno.”

“Ah! Ho capito!” – disse l’ospite – “Una persona normale userebbe il secchio perché è più grande del cucchiaino e della tazza da te!!!!!!”

“No” – rispose il Direttore –  “una persona normale toglierebbe il tappo. Le va bene un letto vicino alla finestra?” 

Star Wars

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E’ venerdì, e vorrei chiudere questa settimana con un giochino scemino, giusto per avvicinarci con leggerezza al weekend.

 Il gioco del nome Star Wars. 

Per sapere quale è il tuo nome Star Wars:  

1° Prendi la prime 3 lettere del tuo cognome
2° Aggiungici le prime 2 lettere del tuo nome

Per il tuo cognome Star Wars:

1° Prendi le prime 2 lettere del cognome di tua mamma
2° Aggiungici le prime 3 lettere della città dove sei nato

Fatto! Questo è il tuo nome Star Wars.

Aggiungilo ai commenti e facciamo una lista!!!!!! 

Donne in esilio

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Tutte noi abbiamo nostalgia per quella che sentiamo essere la nostra natura, la natura selvaggia.

 Ricordiamo sicuramente, l’anatroccolo fugge dopo essere stato torturato senza pietà.

 Poi ha un approccio con i paperi e rischia di essere ucciso dai cacciatori. Viene scacciato dalla capanna e dalla fattoria, e alla fine, esausto, rabbrividisce dal freddo in riva al lago.

Tra di noi, non c’è donna che non conosca quel ch’egli prova. Eppure è questa nostalgia che ci induce a resistere, ad andare avanti, sorrette dalla speranza.

Anche se ne abbiamo soltanto sentito parlare, o abbiamo soltanto sognato un meraviglioso mondo selvaggio a cui un tempo appartenevamo, se non l’abbiamo mai raggiunto o l’abbiamo soltanto sfiorato, la sua memoria è un faro che ci guida là dove resteremo per tutta la vita.

Il brutto anatroccolo è scosso da un desiderio ardente e intelligente quando vede i cigni che volano alti, e la memoria di quella visione lo sostiene.

La lupa, per quanto malata, in difficoltà, sola, spaventata o indebolita, continua. Cammina a grandi balzi anche se ha una zampa rotta, raggiunge il branco per trovare protezione. Strenuamente si trascina, come l’anatroccolo, da un luogo all’altro, fino a trovare un buon posto, per guarire e rifiorire. Dopo tanti tristezze, giunge ora per loro la parte più importante della storia: arriva la primavera, nasce una nuova vita, torna il tempo di riprovare.

Continua a leggere ‘Donne in esilio’


La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
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