Archive for the 'Cultura' Category

un inedito

A volte l’incapacità o addirittura il desiderio di non staccarsi da una persona o da un fatto spiacevole, altrimenti non è da ricercarsi che nella paura di rivivere una sofferenza simile o ricadere in simile errore in futuro. L’incapacità inoltre di non affrontare e risolvere l’evento è invece da ricercarsi nella paura di imbattersi poi in un evento più grande e più difficoltoso, escludendo a priori che questo potrebbe anche non avvenire mai. E’ come un negare la possibilità di andare avanti restando in una situazione di stallo, vivendo costantemente l’insoddisfazione. Si vorrebbe qualcosa di più, di diverso, si riconosce l’errore e talvolta anche la causa, ma si rimane inerti, immobili.

Non torni indietro perchè prima o poi ti succederà di nuovo.

Non vai avanti, perchè chissà che potrebbe succederti dopo.

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Buongiorno 7 luglio

 

 

Buon giorno 7 Luglio,
a letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell’attesa che il destino esaudisca i nostri desideri – posso vivere soltanto unito strettamente a te, non altrimenti, sì, ho deciso di errare lontano finché non potrò volare nelle tue braccia e sentirmi perfettamente a casa accanto a te e lasciando che la mia anima, circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti – purtroppo così deve essere – ti rassegnerai, tanto più conoscendo la mia fedeltà verso di te, nessuna altra donna potrà mai possedere il mio cuore, mai – mai – O Dio perché doversi allontanare dall’oggetto di tanto amore, la mia vita a V. è ora miserevole – il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello stesso tempo il più infelice degli uomini – alla mia età avrei bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse – ma è ciò possibile nella nostra situazione? – Angelo mio, mi dicono ora che la posta funziona tutti i giorni – quindi chiudo affinché tu possa ricevere la lettera al più presto – sii calma, solo contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere il nostro scopo di vivere insieme – sii calma – amami – oggi – ieri – Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te – di te – dite – mia vita – mio tutto – addio – ti prego continua ad amarmi – non smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato
L.
Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente nostri”

( Ludwig van Beethoven)

cronaca locale

ginnastica

 

Guardandosi allo specchio A. ebbe la conferma di aver messo su qualche chiletto di troppo. Inspirava, espirava e lo stomaco assecondava quella specie di danza adiposa.

Tu nun me da’ mai retta, me raccomando”, gli disse lei.

In che senso?” chiese lui temendo la solita ramanzina.

Nel senso che io ho risolto col pilates”.

E sarebbe?”

Sarebbe che sei antico. E’ na specie de ginnastica che fa bene ar corpo e alla capoccia”.

Ma io – replicò lui, dismesso – cò ste cose esotiche…”

Esotiche??? Ma che esotiche! E comunque sta tranquillo che la panza nun te cala cò la ginnastica che fai te, cioè sempre a ‘nforchettà li rigatoni cò la pajata”…

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Attesa

LaMatematica

 

Questo posto è un mondo!

Mentre aspetto qui un via vai continuo, uomini, donne, una sfilata di abiti, scarpe, macchine e accessori, tutti veloci come qualcosa di sfuggente…il superfluo…

sguardi finti mi guardano ma non mi vedono, mi consentono appena 10 secondi a testa dei loro discorsi…superflui, come i soldi che hanno, si capisce da tutto qui, che anche la struttura sembra una grande cassaforte…

Immagino, mentre aspetto, e fantastico…

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E’ un vero peccato…di gola!!!

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Appena si è parlato di cioccolatini hai cominciato ad avere il mal di pancia, ed è cominciato il periodo più merdoso della mia vita…

…prima era tutto perfetto, nessun disturbo, nessuna carie, nessun calo di zuccheri, scartavamo avidi una caramella dopo l’altra e ne mangiavamo ingordi l’uno dalle mani dell’altro, ci nutrivamo, dei più dolci e succosi sapori fruttati e anche no, ed eravamo felici…

…poi il cioccolato, al latte è troppo presto, e fondente fa abbassare la pressione…

siamo collassati, abbiamo fatto digiuno, poi di tanto in tanto abbiamo osato qualche caramella per rimetterci in forze, per recuperare energie, ma guai a toccare il cioccolato che già ti vengono le bolle, forse sei allergico, e allora è un problema.

Si perchè vedi? Io voglio il cioccolato!

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Una buona lettura

Caro A, due righe giusto per ringraziarti, di aver portato nel nostro giro “un posto nel mondo”. Come avevo promesso a M quando me l’ha prestato, mi sarebbe bastata una settimana per leggerlo, infatti ho finito ieri sera. Mi è piaciuto e mi ha stravolto, ho riso e ho pianto, non come avrei voluto, perché sento ancora dentro un ribollire che vuole venire fuori, ma non ho fretta. Ieri all’uscita dallo stadio mi hai chiesto se mi ero divertita, se l’avevo fatto la sera prima in pizzeria e se l’avrei fatto oggi, beh, forse nelle ultime uscite non tanto, ma mi sono divertita una settimana, poco alla volta, la sera, nella lettura, oggi mi sto divertendo in piccoli pensieri per alcune persone cui voglio bene per regalargli un sorriso, questa mail è il mio regalo per te, spero che ti faccia piacere. Se non ci vediamo prima divertitevi in viaggio, e se puoi portami una cartolina che faccio collezione.

Un bacio, Barbara.

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verde è speranza, ma io non ho il pollice verde

disegnocuore

 

Temo che la mia piantina non ce l’abbia fatta.

L’avevo comprata l’anno scorso per la festa della mamma, di notte, da un ambulante di fronte al bar dove prendiamo il cappuccino e il cornetto, proprio dietro casa.

Era una rosellina, dalle rose piccole e rosse.

Con quanto amore l’ho curata, quante attenzioni, i primi tempi ho cercato un posto dove il sole non battesse troppo forte, dove ci fosse luce e anche un po’ di ventilazione, stavo attenta che la terra non restasse mai asciutta, versavo l’acqua nel piattino sotto il vaso, in modo che da sola la prendesse quando ne aveva bisogno, a volte ne accarezzavo le foglie, levavo quelle di troppo, controllavo che non ci andassero quegli animaletti che attaccano la pianta e muore, a volte perfino ci parlavo…

Ha retto al caldo afoso dell’estate e ogni tanto spuntava qualche piccolo bocciolo, che piano piano si apriva, io lo prendevo come un segno di riconoscimento, un piccolo prezioso regalo che al suo schiudersi mi regalava una giornata felice, sentivo di aver dato vita ad una piccola vita.

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