Archive for the 'Di me…' Category



E’ un vero peccato…di gola!!!

IMG_1401

 

Appena si è parlato di cioccolatini hai cominciato ad avere il mal di pancia, ed è cominciato il periodo più merdoso della mia vita…

…prima era tutto perfetto, nessun disturbo, nessuna carie, nessun calo di zuccheri, scartavamo avidi una caramella dopo l’altra e ne mangiavamo ingordi l’uno dalle mani dell’altro, ci nutrivamo, dei più dolci e succosi sapori fruttati e anche no, ed eravamo felici…

…poi il cioccolato, al latte è troppo presto, e fondente fa abbassare la pressione…

siamo collassati, abbiamo fatto digiuno, poi di tanto in tanto abbiamo osato qualche caramella per rimetterci in forze, per recuperare energie, ma guai a toccare il cioccolato che già ti vengono le bolle, forse sei allergico, e allora è un problema.

Si perchè vedi? Io voglio il cioccolato!

Continua a leggere ‘E’ un vero peccato…di gola!!!’

Una buona lettura

Caro A, due righe giusto per ringraziarti, di aver portato nel nostro giro “un posto nel mondo”. Come avevo promesso a M quando me l’ha prestato, mi sarebbe bastata una settimana per leggerlo, infatti ho finito ieri sera. Mi è piaciuto e mi ha stravolto, ho riso e ho pianto, non come avrei voluto, perché sento ancora dentro un ribollire che vuole venire fuori, ma non ho fretta. Ieri all’uscita dallo stadio mi hai chiesto se mi ero divertita, se l’avevo fatto la sera prima in pizzeria e se l’avrei fatto oggi, beh, forse nelle ultime uscite non tanto, ma mi sono divertita una settimana, poco alla volta, la sera, nella lettura, oggi mi sto divertendo in piccoli pensieri per alcune persone cui voglio bene per regalargli un sorriso, questa mail è il mio regalo per te, spero che ti faccia piacere. Se non ci vediamo prima divertitevi in viaggio, e se puoi portami una cartolina che faccio collezione.

Un bacio, Barbara.

Continua a leggere ‘Una buona lettura’

verde è speranza, ma io non ho il pollice verde

disegnocuore

 

Temo che la mia piantina non ce l’abbia fatta.

L’avevo comprata l’anno scorso per la festa della mamma, di notte, da un ambulante di fronte al bar dove prendiamo il cappuccino e il cornetto, proprio dietro casa.

Era una rosellina, dalle rose piccole e rosse.

Con quanto amore l’ho curata, quante attenzioni, i primi tempi ho cercato un posto dove il sole non battesse troppo forte, dove ci fosse luce e anche un po’ di ventilazione, stavo attenta che la terra non restasse mai asciutta, versavo l’acqua nel piattino sotto il vaso, in modo che da sola la prendesse quando ne aveva bisogno, a volte ne accarezzavo le foglie, levavo quelle di troppo, controllavo che non ci andassero quegli animaletti che attaccano la pianta e muore, a volte perfino ci parlavo…

Ha retto al caldo afoso dell’estate e ogni tanto spuntava qualche piccolo bocciolo, che piano piano si apriva, io lo prendevo come un segno di riconoscimento, un piccolo prezioso regalo che al suo schiudersi mi regalava una giornata felice, sentivo di aver dato vita ad una piccola vita.

Continua a leggere ‘verde è speranza, ma io non ho il pollice verde’

Panni

panni_stesi

“Non ti aspettavo così presto…”

“Sono anche un po’ in ritardo!”

“Hai ragione, eehhh…è vero, sono io che non mi sono accorta che si è fatto tardi, sai, tra una cosa e l’altra…mi dai qualche minuto? Finisco di stendere le lenzuola che oggi c’è un bel sole…”

Continua a leggere ‘Panni’

e io di getto te lo pubblico

mail

 

 …un’altra cosa, io vorrei che tu rimanga incazzata, ma non incazzata con me, per i miei problemi tu direttamente ci puoi fare poco.

Rimani incazzata per quello che nella tua vita non ti soddisfa,

per le amicizie/compagnie che non ti danno niente,

per il tempo perso in cose che poco valore aggiungono alla tua vita,

incazzati e reagisci,

ama te stessa prima di chiunque altro,

ama e cura il tuo corpo,

a parte fumo e sport, fai anche quei test preventivi di femmina,

ama e cura la tua mente, cerca stimoli nuovi,

ti piace scrivere, scrivi, pubblica, non ha importanza se non vendi,

ti piace recitare, recita, in teatro in cortometraggi dove ti capita,

ti piace il contatto con la gente, organizza eventi,

ti piace cucinare, crea un catering,

ti piace fare sesso…. no vabbe’ basta cosi’… 

Non mi chiamare papa’ dopo questo sermone, l’ho scritto di getto.

 

Lavori ancora in corso (inizio lavori: 29-03-08 fine lavori: 14-12-08)

lavori2

 

 

Mi ricordo che quel giorno era stato difficile alzarsi, vestirsi, uscire, andare a lavorare, parlare, concentrarsi, sorridere, mangiare, tornare, e tutto senza impazzire.

Con la voglia di gridare contro il mondo e spaccare tutto e andarsene, lontano, per sempre, nascondersi, annientarsi, sparire.

Ogni gesto era una difficile impresa, quello fu il primo vero giorno difficile.

Prendeva forma l’anonimato di un numero speciale, per la prima volta, dopo tante, dopo tutte quelle che contavano, quel giorno era solo un numero.

Che in quell’anonimato accompagnò il silenzio, alimentò sofferenza, caricò quel getto che di lì a poco sarebbe esploso, allagando tutto, inondando il cuore.

E’ stato difficile, molto, ma è passato. Quanto? Un anno? Dodici volte lo stesso giorno? 

Troppo per continuare a pensarci, troppo poco per non pensarci più, dimenticarsene.

Eppure questo numero che ricorre, puntuale, ogni volta, è una piccola ferita, forse autoindotta, perché non riesco a mettere via le armi ed arrendermi, non riesco a rimanere sana.

E così ripartiamo, e andiamo avanti, che domani è un altro giorno e non è poi così lontano, e visto che aprile è dolce dormire magari oggi lo faccio finir presto, e buonanotte al secchio… che se no lo riempio ancora.

tra domenica e lunedi

post

 

 Vuole le sue mani addosso e le sue labbra che scivolano su ogni centimetro del suo corpo…

quei gesti così semplici e intensi che portano alla completezza, accompagnano una musica, e i minuti, le ore che vorrebbe durassero una vita, ma non è più vita, o non ancora, ma tutto intorno è vita, adesso.

La lastra di marmo di una vecchia cucina di campagna, all’apparenza così fredda, bianca, con quelle venature che in realtà pulsano ad ogni battito, così dura, e spessa, e forte, quante mani vi hanno impastato farina per il pane, battuto carni fino al sangue, steso la pasta per le lasagne.

Il forno a pietra è vivo, e non è ora di mangiare ma se non altro riscalda l’ambiente con quel fuoco ardente che è meglio di un camino, lo stesso colore, la stessa magia, quante voci ha sentito quel grande orecchio di pietra intorno a quel fuoco, quante bocche affamate aspettare quelle pizze, quanti odori sprigionati da quell’enorme fonte di fuoco.

Il vino è ossigenato e attende nei calici dita sottili che li sollevino, li unisca in un tintinnio, che occhio a chi brinda più in alto vuol dire che ama di meno, e li accompagnino a dissetare e confondere, inebriare, e abbassare poi, come i calici, le barriere, le inibizioni.

Il merlo ha cantato e poi il grammofono è partito.

La colonna sonora di quanta tenerezza è possibile senza indugi e ripensamenti, se solo fosse possibile, che le mani addosso altro non fossero che carezze, le labbra che scivolano che siano baci, tutto quello che serve all’amore, e oggi non basta.


La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
marzo: 2020
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

mi leggete da qui

free counters

musica