Archive for the 'Natura' Category

un inedito

A volte l’incapacità o addirittura il desiderio di non staccarsi da una persona o da un fatto spiacevole, altrimenti non è da ricercarsi che nella paura di rivivere una sofferenza simile o ricadere in simile errore in futuro. L’incapacità inoltre di non affrontare e risolvere l’evento è invece da ricercarsi nella paura di imbattersi poi in un evento più grande e più difficoltoso, escludendo a priori che questo potrebbe anche non avvenire mai. E’ come un negare la possibilità di andare avanti restando in una situazione di stallo, vivendo costantemente l’insoddisfazione. Si vorrebbe qualcosa di più, di diverso, si riconosce l’errore e talvolta anche la causa, ma si rimane inerti, immobili.

Non torni indietro perchè prima o poi ti succederà di nuovo.

Non vai avanti, perchè chissà che potrebbe succederti dopo.

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Diamoci un taglio!

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L’ho fatto!

Ci pensavo da un po’ come tante altre cose che mi sto convincendo a fare ultimamente,

oggi ho deciso,

è stato un vero colpo di testa!!!

Si vede anche da queste cose che non ci sto più tanto con la testa,

tutto è diverso, è difficile,

allora ci do un taglio e cambio tutto, e vado avanti.

Forse non ti piacerà, ma ormai è così,

e come potevi del resto dissuadermi dal farlo?

Non sapevi che ci pensavo, non eri qui quando ho deciso che era il momento,

non sai nemmeno adesso cosa ho fatto, non sai niente, non ci sei mai…ormai!

Un altro pezzo di me che cambia per un futuro migliore,

comincio quasi a prenderci gusto!

video…e penso

 

Buon we a tutti, sfruttate ogni attimo.

Buongiorno 7 luglio

 

 

Buon giorno 7 Luglio,
a letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell’attesa che il destino esaudisca i nostri desideri – posso vivere soltanto unito strettamente a te, non altrimenti, sì, ho deciso di errare lontano finché non potrò volare nelle tue braccia e sentirmi perfettamente a casa accanto a te e lasciando che la mia anima, circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti – purtroppo così deve essere – ti rassegnerai, tanto più conoscendo la mia fedeltà verso di te, nessuna altra donna potrà mai possedere il mio cuore, mai – mai – O Dio perché doversi allontanare dall’oggetto di tanto amore, la mia vita a V. è ora miserevole – il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello stesso tempo il più infelice degli uomini – alla mia età avrei bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse – ma è ciò possibile nella nostra situazione? – Angelo mio, mi dicono ora che la posta funziona tutti i giorni – quindi chiudo affinché tu possa ricevere la lettera al più presto – sii calma, solo contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere il nostro scopo di vivere insieme – sii calma – amami – oggi – ieri – Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te – di te – dite – mia vita – mio tutto – addio – ti prego continua ad amarmi – non smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato
L.
Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente nostri”

( Ludwig van Beethoven)

E’ un vero peccato…di gola!!!

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Appena si è parlato di cioccolatini hai cominciato ad avere il mal di pancia, ed è cominciato il periodo più merdoso della mia vita…

…prima era tutto perfetto, nessun disturbo, nessuna carie, nessun calo di zuccheri, scartavamo avidi una caramella dopo l’altra e ne mangiavamo ingordi l’uno dalle mani dell’altro, ci nutrivamo, dei più dolci e succosi sapori fruttati e anche no, ed eravamo felici…

…poi il cioccolato, al latte è troppo presto, e fondente fa abbassare la pressione…

siamo collassati, abbiamo fatto digiuno, poi di tanto in tanto abbiamo osato qualche caramella per rimetterci in forze, per recuperare energie, ma guai a toccare il cioccolato che già ti vengono le bolle, forse sei allergico, e allora è un problema.

Si perchè vedi? Io voglio il cioccolato!

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verde è speranza, ma io non ho il pollice verde

disegnocuore

 

Temo che la mia piantina non ce l’abbia fatta.

L’avevo comprata l’anno scorso per la festa della mamma, di notte, da un ambulante di fronte al bar dove prendiamo il cappuccino e il cornetto, proprio dietro casa.

Era una rosellina, dalle rose piccole e rosse.

Con quanto amore l’ho curata, quante attenzioni, i primi tempi ho cercato un posto dove il sole non battesse troppo forte, dove ci fosse luce e anche un po’ di ventilazione, stavo attenta che la terra non restasse mai asciutta, versavo l’acqua nel piattino sotto il vaso, in modo che da sola la prendesse quando ne aveva bisogno, a volte ne accarezzavo le foglie, levavo quelle di troppo, controllavo che non ci andassero quegli animaletti che attaccano la pianta e muore, a volte perfino ci parlavo…

Ha retto al caldo afoso dell’estate e ogni tanto spuntava qualche piccolo bocciolo, che piano piano si apriva, io lo prendevo come un segno di riconoscimento, un piccolo prezioso regalo che al suo schiudersi mi regalava una giornata felice, sentivo di aver dato vita ad una piccola vita.

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tra domenica e lunedi

post

 

 Vuole le sue mani addosso e le sue labbra che scivolano su ogni centimetro del suo corpo…

quei gesti così semplici e intensi che portano alla completezza, accompagnano una musica, e i minuti, le ore che vorrebbe durassero una vita, ma non è più vita, o non ancora, ma tutto intorno è vita, adesso.

La lastra di marmo di una vecchia cucina di campagna, all’apparenza così fredda, bianca, con quelle venature che in realtà pulsano ad ogni battito, così dura, e spessa, e forte, quante mani vi hanno impastato farina per il pane, battuto carni fino al sangue, steso la pasta per le lasagne.

Il forno a pietra è vivo, e non è ora di mangiare ma se non altro riscalda l’ambiente con quel fuoco ardente che è meglio di un camino, lo stesso colore, la stessa magia, quante voci ha sentito quel grande orecchio di pietra intorno a quel fuoco, quante bocche affamate aspettare quelle pizze, quanti odori sprigionati da quell’enorme fonte di fuoco.

Il vino è ossigenato e attende nei calici dita sottili che li sollevino, li unisca in un tintinnio, che occhio a chi brinda più in alto vuol dire che ama di meno, e li accompagnino a dissetare e confondere, inebriare, e abbassare poi, come i calici, le barriere, le inibizioni.

Il merlo ha cantato e poi il grammofono è partito.

La colonna sonora di quanta tenerezza è possibile senza indugi e ripensamenti, se solo fosse possibile, che le mani addosso altro non fossero che carezze, le labbra che scivolano che siano baci, tutto quello che serve all’amore, e oggi non basta.