Archive for the 'Ricordi' Category

ricordo di ogni inizio settembre

candela

 

Mi manchi.

Gli anni passano e adesso sono già 5 ma il tuo ricordo resta ancora vivo nel mio cuore, e chi l’avrebbe detto?

Ma chi poteva dire tutto quello che è successo, chi…

…saremmo stati presenti nei momenti importanti, quelli naturali, della vita, e ci saremmo supportati e sopportati, rispettati, stimolati, confrontati e anche scontrati, ma sempre lealmente…

…e magari tante cose non sarebbero successe, o forse si, e tu, come me, avresti comunque mantenuto un contatto…

…invece quell’autobus ha avuto fretta di fermarsi e tu distrattamente non sei sceso in tempo, e così sei andato via.

5 candeline mancate, auguri, buon compleanno.

Lavori ancora in corso (inizio lavori: 29-03-08 fine lavori: 14-12-08)

lavori2

 

 

Mi ricordo che quel giorno era stato difficile alzarsi, vestirsi, uscire, andare a lavorare, parlare, concentrarsi, sorridere, mangiare, tornare, e tutto senza impazzire.

Con la voglia di gridare contro il mondo e spaccare tutto e andarsene, lontano, per sempre, nascondersi, annientarsi, sparire.

Ogni gesto era una difficile impresa, quello fu il primo vero giorno difficile.

Prendeva forma l’anonimato di un numero speciale, per la prima volta, dopo tante, dopo tutte quelle che contavano, quel giorno era solo un numero.

Che in quell’anonimato accompagnò il silenzio, alimentò sofferenza, caricò quel getto che di lì a poco sarebbe esploso, allagando tutto, inondando il cuore.

E’ stato difficile, molto, ma è passato. Quanto? Un anno? Dodici volte lo stesso giorno? 

Troppo per continuare a pensarci, troppo poco per non pensarci più, dimenticarsene.

Eppure questo numero che ricorre, puntuale, ogni volta, è una piccola ferita, forse autoindotta, perché non riesco a mettere via le armi ed arrendermi, non riesco a rimanere sana.

E così ripartiamo, e andiamo avanti, che domani è un altro giorno e non è poi così lontano, e visto che aprile è dolce dormire magari oggi lo faccio finir presto, e buonanotte al secchio… che se no lo riempio ancora.

Devo chiudere la settimana per forza così!!!

Settembre

 

Oggi mi sento come un fiume in periodo di secca dopo un we di piogge battenti.

Il settembrino bellino.

Questo mese mi appartiene, da sempre.

Da piccola lo spremevo al massimo, la fine dell’estate, gli ultimi giorni di mare, le gare di nuoto prima della chiusura del lido, poi più in là il bagno vestiti, i nuovi diari della scuola da scambiarsi con gli amici, lasciare una dedica, una firma, un cuoricino con una freccia, i giorni degli addii, degli arrivederci alla prossima estate, della serie non cambiare, stessa spiaggia stesso mare, il primo giorno di scuola, spesso legato a me, o a mio padre, alle nostre candeline, ora comincio a capire perché io avessi voglia di vederle aumentare, lui paura…

Poi il periodo dell’università. Settembre è diventato un mese qualunque, meno mare, meno amici, meno amore, qualche giorno cerchiato in più da ricordare, questo primo settembre, il compleanno di un amico, che purtroppo oggi non c’è più, il mese degli appelli dopo un’estate che come si fa a studiare con questo caldo, ho mantenuto il desiderio di crescere, e a settembre crescevo ogni anno di uno…

Ed eccoci qui a questo settembre che è appena cominciato ed è ancora tutto da scrivere.

 Mi sento più contenta, che agosto è finito, che tanto posso ancora andare a mare perché il tempo qui lo permette, che intanto comincia il primo fresco, l’aria è più pulita, le idee più chiare, gli intenti precisi, è il mese delle sagre, dei sapori, dei colori, il mese dei fichidindia e del pistacchio, della candelina, che quest’anno ricomincia da uno.

Come un fiume che ricomincia a scorrere.

Buon lunedì, buona settimana e buon settembre a tutti.

Giro di boa

 

Ho fatto una calata, senza fermarmi sono andata avanti anche oltre me, mi sono spinta fin dove l’immaginazione e la fantasia, i desideri e i sogni naturalmente mi portavano, sono scesa nel profondo e lì ho raggiunto i miei obiettivi, tutti, e sono stata felice.

Da un paio di giorni sono tornata a casa, con la mia realtà e con i suoi aspetti, è finito il riscaldamento.

Guardo in su e penso che ora comincia la salita, il ritorno a tutto quello che con gioia ho costruito per  esorcizzarlo lasciandolo poi lì al suo destino.

Togliendo i massi grossi e spianando un po’, aspettando la marea, a coprire.

Ho affrontato l’onda, l’ho cavalcata e ho girato la boa.

Quando poi la marea si ritirerà tornerò al mio mondo sommerso, cercherò un punto con i verdi germogli e lì costruirò la mia casa nel bosco.

leggere il pensiero

 

Avevo paura.

Cosa ho fatto?

L’ho subita…ho lasciato che vincesse.

E cosa ho ottenuto?

Una conferma…sofferenza…

e poi un’altra possibilità, quella che aspettavo…

 

Ora ho paura!

Che sto facendo?

Niente, la subisco, la sto lasciando vincere.

E cosa penso di ottenere?

Una conferma…sofferenza…e poi chissà

E la possibilità?

E lo so…

Ma allora l’esperienza non mi ha insegnato niente?

Si, ma ho paura!!!

Coraggio.

Una parola!

E’ l’unica che ti serve.

 

quando occorre fermarsi

 

I tempi di lei e di lui sono molto diversi, e passano giorni che a stento si incrociano a casa.

Non sono felici di questa gestione, ma non affrontano la questione.

Un giorno lei è in casa ma lui ancora non rientra, così scrive due parole su un biglietto e lo appunta nel frigo, gli dice di ricordarsi le medicine, e va via di nuovo.

Al mattino dopo trova il biglietto ancora là.

Continua a leggere ‘quando occorre fermarsi’


La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
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