Archive for the 'Senza Categoria' Category

alziamo i calici…alla salute

 

I tuoi baffi ieri sera si sarebbero tinti di rosso,

lasciando in bocca il sapore breve dell’attesa,

eccola qui che si disseta…

…con un tempismo perfetto,

a lasciare ancora tempo al desiderio,

o forse semplicemente ad un sogno.

Gioiamo di questo adesso,

per chi domani merita più gioia.

08-08-08 (leggi otto otto otto)

 

Amore cotto

Biscotto

Stracotto

Bruciato

 

 

Non disturbarti a volermi bene

 

C’è un’intrusione nel video che un pò mi stona,

avrei gradito che fosse per intero la versione originale.

Buon we a tutti…e guardatevi sempre le spalle!!!

cardiologia

quando mancano le parole lasciamo parlare lui

Uno!

 

Uno solo, adesso.

 

Mi hai parlato di comunicazione e poi fino all’ultimo sei rimasto tra le righe,

  

ma ancora peggio

 

Stavo scendendo da quella macchina senza lasciarmi nemmeno quelle poche, brevi righe

 

Ti ho dato io, ancora, carta e penna,

lungo quel viale, e su quelle scale,

 

ancora.

 

pensieri a caso, parole ad effetto

 

Credo sempre ai miei occhi e non sempre ai pensieri perché a volte loro sono cattivi, possono rendere contorto ciò che poi alla fine è fin troppo semplice…
Riprendersi, guardare in faccia il sole senza veli che oscurino la visuale, guardare il mondo nelle sue più piccole particelle, ma con occhi veri, sgomberi da tutte quelle varie diavolerie della mente
Vedere le cose per quelle che sono, un contorno, niente di più, a quello che c’è nel punto centrale del tuo essere, un punto in movimento finché ha vita, che da vita a te, e permettere di cogliere il senso, anche dove all’apparenza non c’è, un orizzonte…
Non un motivo, una causa, una ragione, fermati all’effetto, guarda quello, solo quello…
A volte i pensieri scavano troppo in fondo, quando è meglio restare in superficie, che c’è un tempo per tutto, anche per scendere giù, quando si è in grado poi di risalire…
Allora resto a galla in mezzo a questa grande vasca e solo dopo essere diventata spugna cercherò il tappo per far andare via tutta l’acqua superflua, avendo cura di strizzarmi bene perché non rimanga una goccia, una sola goccia, che ancor non ho versato, ma che già ha traboccato il vaso
Silenzio, perché tutto ciò che c’era da dire è stato detto, bollicine sparse come petali e profumate note in sottofondo, così…tanto per gradire

…- -… (ci siamo morse le lingue)

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Gli auguri di buon Natale, buon anno, e buone feste in generale.Da un po’ di anni impazzano gli sms nei telefonini, dalle più svariate suonerie o immagini natalizie, il pensiero in sé è simpatico, ma io lo trovo molto triste.

Ora, vabbè, non dico il biglietto illustrato o la cartolina illustrata, con un messaggio di auguri scritto a mano e con la firma autentica, imbustato e spedito per posta con tanto di francobollo e indirizzo…anche se mi piacciono molto e l’avrei apprezzato, anche solo uno…

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Donne in esilio

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Tutte noi abbiamo nostalgia per quella che sentiamo essere la nostra natura, la natura selvaggia.

 Ricordiamo sicuramente, l’anatroccolo fugge dopo essere stato torturato senza pietà.

 Poi ha un approccio con i paperi e rischia di essere ucciso dai cacciatori. Viene scacciato dalla capanna e dalla fattoria, e alla fine, esausto, rabbrividisce dal freddo in riva al lago.

Tra di noi, non c’è donna che non conosca quel ch’egli prova. Eppure è questa nostalgia che ci induce a resistere, ad andare avanti, sorrette dalla speranza.

Anche se ne abbiamo soltanto sentito parlare, o abbiamo soltanto sognato un meraviglioso mondo selvaggio a cui un tempo appartenevamo, se non l’abbiamo mai raggiunto o l’abbiamo soltanto sfiorato, la sua memoria è un faro che ci guida là dove resteremo per tutta la vita.

Il brutto anatroccolo è scosso da un desiderio ardente e intelligente quando vede i cigni che volano alti, e la memoria di quella visione lo sostiene.

La lupa, per quanto malata, in difficoltà, sola, spaventata o indebolita, continua. Cammina a grandi balzi anche se ha una zampa rotta, raggiunge il branco per trovare protezione. Strenuamente si trascina, come l’anatroccolo, da un luogo all’altro, fino a trovare un buon posto, per guarire e rifiorire. Dopo tanti tristezze, giunge ora per loro la parte più importante della storia: arriva la primavera, nasce una nuova vita, torna il tempo di riprovare.

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Alla vostra

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Stamattina ho ricevuto una mail da parte di un amico, il testo diceva così:

Non abbiamo tanto bisogno dell’aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto, un bacione D.”

Allora mi è venuta in mente una storiella che mi è stata girata qualche tempo fa, molti di voi la conosceranno certo, ma ho pensato  di dedicarla a voi, e stasera, quando sarò con degli amici, brindare alla vostra, perché siete degli amici importanti. 

Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vaso vuoto e cominciò a riempirlo con dei grossi sassi. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di si.

Allora il Professore tirò fuori una manciata di sassi più piccoli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente, ovviamente le piccole pietre si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di si.

Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto, ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno.

Allora il Professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero.

“Ora”, disse il Professore non appena svanirono le risate, “voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita. I sassi sono le cose importanti – la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli – le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I sassolini sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto…… le piccole cose.”

“Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia,” continuò il Professore, “non ci sarebbe spazio per i sassolini e per i sassi più grandi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sara’ sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l’auto. Prendetevi cura dei sassi per prima – le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità… il resto e’ solo sabbia.”

Una studentessa allora alzò la mano e chiese al Professore cosa rappresentasse la birra. Il Professore sorrise. “Sono contento che me l’abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perchè c’è sempre spazio per un paio di birre.” .

preferisco riposare su queste balle…

ycotoballe-di-cotone-posters.jpg

…che su quelle inutili della gente!


La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
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