Archive for the 'Solidarietà' Category

Uguali e diverse

 

Questa pagina la dedico ad una persona speciale.

Una persona che so che leggerà queste righe e si riconoscerà, una donna, un angelo.

Non l’ho mai vista, ma ci conosciamo da sempre, tante volte ci siamo strette in un abbraccio e condiviso pensieri, emozioni, sentimenti, basta che una dica qualcosa l’altra già sa, capisce, gioisce e si dispiace, si commuove, soffre.

Due stelle che si scambiano la luce, due stelle marine, due naufraghe su due pezzi di terra diversi, ma sempre in alto al mare, due specchi riflessi, due vetri sottili, due cristalli di sale, due anime gemelle, due forze, due pensieri, due speranze, due vite…uguali e diverse…queste siamo noi.

Nella sua capacità di esserci sempre, come e quando serve, riconosco la sua grandezza.

La grandezza di chi sa sentire, non perché intorno c’è silenzio.

Perchè non ha bisogno di spazio, e di tempo…lascia solo ascoltare il cuore.

Estremi rimedi

 

Mettiamo via il costume da bagno che non è più caldo.

Che per scaldarsi adesso occorre stare più vicini.

E’ finita l’estate, e finalmente.

21 settembre, primo giorno di autunno.

Buona stagione a tutti.

 

Cazziata!

 

Una alla volta le persone che in qualche modo mi conoscono e riescono a leggere tra le righe dei miei comportamenti stanno cercando un confronto con me per dirmi tutte in modo diverso le stesse cose.

Ieri è toccato a te.

Tra tutte le persone che aspettavo sapevo che la più dura saresti stata tu, perché tu sei una tipa tosta e le cose non te le tieni, non ci riesci.

Quando mi hai chiesto di andare dall’altro lato del balcone sapevo che era quello il momento, un sospiro, poi ti ho raggiunta.

Ero preparata, sapevo e speravo che mi dicessi esattamente quello che mi hai detto, per dare forza alle mie risposte.

Tu mi conosci abbastanza, e anche io, secondo me non è tutto quello che avresti voluto dirmi, ma sei stata dura, sei stata brusca, e forte, nel guardarmi negli occhi e spararmi a zero imperativi difficili.

Perché so che è difficile parlare sapendo di avere ragione, con chi te la da pienamente ma non riesce a tenere lo sguardo, è difficile prendere discorsi che mai si sarebbe voluto prendere, e ancor meno riprenderli.

Ho visto la tua difficoltà, l’ho sentita, nel sostenere le mie stesse idee con più aggressività ed intransigenza, a certe frasi sentivo lungo la schiena scendere freddo e pungente un brivido, è successo più volte, come convulsa, alla fine mi son sentita di tranquillizzarti, argomentandoti con prove ed intenzioni, e chiedendoti fiducia.

Che quello che hai visto non lo rivedrai, e quello che vedi ora speriamo passi presto.

E’ difficile a volte essere amici, e tu sei un’amica.

Ti ringrazio e ti voglio bene.

Mancano un paio all’appello, un lui e una lei, già immagino quando, il tempo che passa dal tramonto all’alba.

…ortopedia!!!

…praticamente mi sto girando tutti i reparti…

stavolta però niente musica, niente de gregori…

…giusto per dire che sarò sfuggente in questi giorni,

nel we mio padre ha avuto un “piccolo” incidente,

ed ora si trova ricoverato in ortopedia con un braccio ed una gamba ingessati,

sotto i festivi il personale era carente,

e di giorno in giorno rimandano la visita per stabilire il da farsi,

se operare oppure no!!!

Sono stressata da morire, stanca e preoccupata.

Ho dei tesori che si chiamano amici che mi stanno molto vicino, altrimenti sarei già a psichiatria!!!

A presto, spero con buone nuove…

…e speriamo che abbiamo finito il tour…

se non gratti non vinci

 

Questa storia che ha dell’incredibile, in qualche modo è successa davanti agli occhi miei non molto tempo fa…

Un giovane, amante del gioco e dell’ebbrezza, attento a non cadere nell’azzardo ma comunque piacevolmente coinvolto nel gioco sotto svariate forme…

Ha tentato spesso, qualche volta ha vinto, ma sempre piccole somme, altre volte ha perso, senza mai rovinarsi

Qualche sera fa incontra la sua fedelissima compagna di gioco degli ultimi tempi, con la quale tra le altre cose ha fatto pure dei bei gruzzoletti, e allora pare che funzioni così, che squadra vincente non si cambia…

…chiacchierano un po’, poi lei fa a lui una proposta.

Aveva in mano un blocchetto di biglietti, abbastanza consistente, gratta e vinci, e gli spiegava che per ogni 2000 biglietti c’erano tante piccole vincite e poche grosse vincite, di cui poi una vincita era proprio pazzesca, di quelle che ti sistemi a vita…

“Finora sono stati venduti solo 500 biglietti, e da questi sono venute fuori solo poche piccole vincite, quindi i premi grossi e il premione sono ancora disponibili.

Io ho qui 1000 biglietti in mano, ed ho deciso di regalarteli, hai buonissime probabilità che ti dica bene, visto che sono la maggioranza, se poi proprio sei sfortunato, puoi beccare qualche piccola o media vincita, o anche niente…

In ogni caso io non voglio soldi da te, se perdi non voglio rimborsati i biglietti, se vinci puoi fare della vincita ciò che vuoi, perché i soldi sono tuoi…

Solo una cosa desidero da te: la moneta per grattare la metti tu!!!”

Il ragazzo rimane un po’ confuso

“Mah, non lo so, ho qualche dubbio…”

Continuava a pensare confuso mentre lei lo rassicurava che non doveva aver paura, non c’era fregatura,

aveva tra le mani la possibilità di fare il colpo della sua vita, in un modo che amava, trattandosi di un gioco, poi era padrone di disporre come voleva della sua fortuna, poteva tenerla per sé, spenderla pian piano, investire e farla fruttare, o sperperarla, regalarla, ignorarla…doveva solo cogliere l’attimo, accettare quei biglietti, e mettere una sola, piccola moneta…

“No! non mi sento di mettere la moneta per grattare in questo momento”

La ragazza tenne con sé i biglietti e andò via, un ragazzo tentando di approfittare del momento le disse

“La metto io la moneta, la metto d’oro…”,

ma quei biglietti non erano per lui.

Da allora la dea si rimise la benda aspettando di tentare alla fortuna chi l’avrebbe colta al volo, un giorno…

 

Con le tue stesse mani

Ti senti tradito…

poveretto, e fai bene.

Nella tua misera vita di uomo con poche certezze una sola ti accompagna e ti attanaglia: la sua presenza, che non puoi eliminare, ma nemmeno toccare…non più, perché tu le hai voltato le spalle e lei in quell’attimo, di distrazione, ti ha tradito.

La tua coscienza.

E’ dentro di te, e avresti dovuto conviverci, ma tu quella sera non l’hai portata con te e adesso è sporca, e ti annebbia il cervello, i pensieri.

In ogni istante poi c’è lei che aleggia, nei sogni, nei desideri, e negli occhi di altri, che l’hanno incontrata o la incontreranno, e le daranno ascolto, ed un terreno fertile, e pianteranno un seme perché possa dare vita alla loro vita, e a nuova vita.

Perché la felicità va accolta, va corteggiata, tenuta stretta e coltivata, perché non si spenga senza seguito, perché si rinnovi, si moltiplichi e mai si esaurisca.

La felicità.

Altra faccia della coscienza, il suo completamento, anche se a volte di lei non si ha coscienza.

Quattro amiche al mar

Insolente, guardinga e maliziosa si insinua lentamente in ogni dove

e non lascia spazio

Un solo piccolissimo spiraglio che non ceda a lei ed alla sua forza

 Impetuosa si prende anche lo sguardo, il respiro e non mi muovo, lascio che in ogni parte faccia il suo corso, tracciato di rosso come il suo pulsare e come il fuoco che sento salire in su fino alle guance che senza trucco si colorano,

ai gradi alti prosegue il suo percorso, finché soddisfatta non arriva alla sua meta.

 Si prende gioco, si affaccia e si presenta, batte solo due colpi alla porta poi avanza e già pervade, gradita mio malgrado, che quando c’è quasi ne soffro, ma se non c’è mi manca, e l’aspetto, non la cerco, non ne ho il tempo,

perenne e costante sento il suo substrato, non mi abbandona e un po’ mi rassicura…

 a volte si asseconda, e si presta ad un confronto, basta lasciarla parlare, lasciarla confessare, poco a poco abbassa le barriere e si lascia andare in confidenze che solo noi conosciamo, e solo a volte partecipiamo…quando è stesa, completamente indifesa è proprio lì che agisce la vendetta,

la colpisce e la vince, mentre soddisfatta si assopisce, sullo sfondo.

 Anche oggi ha bussato alla mia porta,

ma già sull’uscio ho sferzato il mio colpo, non me ne vuole, e non si arrende.

A volte occorre aspettare che si arrenda e se ne vada, a volte bastano tre minuti per mandarla via…

 La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria.


La strada

Una strada può essere lunga o corta ma se non fai il primo passo sicuramente sarà lunghissima (Autore Giapponese)
gennaio: 2020
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